MN - Evani ricorda il suo Milan: "Il leader era il gioco. Poi ce n'erano tanti silenziosi, anche perché la forma migliore di comando è l'esempio"

MN - Evani ricorda il suo Milan: "Il leader era il gioco. Poi ce n'erano tanti silenziosi, anche perché la forma migliore di comando è l'esempio"MilanNews.it
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 17:48News
di Lorenzo De Angelis
Alberico Evani, storico centrocampista rossonero, è stato intervistato nell’ultima puntata di Derbyssimo Legends x MilanNews.

Nel corso del quarto appuntamento del podcast "Derbyssimo Legends x MilanNews" (CLICCA QUI per vedere la puntata completa su YouTube), Stefano Fisico e Stefano Eranio hanno intervistato Alberico Evani, ex centrocampista che ha vestito la maglia - della prima squadra - del Milan tra il 1980 e il 1993. In rossonero "Chicco" ha vinto 3 Scudetti, 2 Champions League, 2 Supercoppa UEFA, 2 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa Italia, 2 Supercoppa italiana, 2 Campionati di Serie B ed una Coppa Mitropa. Di seguito alcuni estratti del suo intervento. 

Chi era il vero leader di quel Milan?
"Il gioco. Il mister con il gioco che ci ha dato. Poi c'erano tanti leader, silenziosi, che non c'era bisogno che uno lo dimostrasse. Il capitano era Baresi, che l'avrò sentito parlare 3/4 volte. La miglior forma di comando è l'esempio, e lui ne era uno perfetto". 

I 5 più forti con cui hai giocato
"Se non dico lui mi picchia (ride, ndr). Sebastiano Rossi come portiere. Franco Baresi in difesa, perché con Franco ho cominciato con lui, siamo retroscessi, siamo riusciti a galeggiare, a vincere. C'è tutto un percorso, una crescita insieme. Poi anche i milanisti stessi riconoscono Franco come IL capitano. Poi Paolo (Maldini, ndr) ha fatto una carriera straordinaria, è un campione anche lui. Però visto che devo fare una scelta...Come centrocampista scelgo invece Ancelotti, perché nonostante fosse arrivato al Milan con le ginocchia spappolate ed arrivava alle ripetute dei 100 metri dopo il fischio del treno, però quando era in campo la palla passava sempre da lui. Come attaccante, infine, dico Van Basten, perché era l'attaccante più completo, fisico, veloce, potente, forte di testa, in acrobazia, tutte le qualità che si possono elencare le aveva lui".

Se ne dovessi aggiungere un altro a questi cinque?
"Direi Paolo Maldini, visto che l'avevamo escluso per mettere Franco Baresi".