Pasotto: "A Milanello nessuno aveva mai nominato la parola Scudetto, ma è altrettanto vero come trasparisse fra le righe delle dichiarazioni"

Pasotto: "A Milanello nessuno aveva mai nominato la parola Scudetto, ma è altrettanto vero come trasparisse fra le righe delle dichiarazioni"MilanNews.it
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Oggi alle 14:51News
di Antonello Gioia

Marco Pasotto, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport sul campionato del Milan: "Ha provato a restare aggrappato con le unghie e con i denti finché ha potuto, ma a un certo punto la salita è diventata liscia come il marmo. Impossibile mantenere la presa. Il Milan che dà l'addio - virtuale, certo, ma con ampia tendenza al reale - allo scudetto, lo fa proprio a pochi giorni da quel mese di marzo che Allegri ha maneggiato con cura e speranza fin dall'autunno. "A marzo vedremo dove saremo e inizieremo a fare i conti", ha ripetuto allo sfinimento Max lungo i mesi. A Milanello nessuno aveva in realtà mai nominato la parola scudetto, ma è altrettanto vero come trasparisse fra le righe delle dichiarazioni di alcuni giocatori. Comprensibile, fino a quando si era a meno 7 con il derby da giocare. Adesso invece, a meno di un suicidio interista francamente improbabile, è già arrivato il momento di interrogarsi su cosa non ha funzionato. Sul dove, sul quando e sul perché la lotta al titolo è sfuggita dalle mani rossonere.

Soprattutto in casa. La classifica parla chiaro: dalle tredici gare esterne il Diavolo ha spremuto 29 punti, senza perdere mai (solo il Bayern in Europa può dire altrettanto). Al Meazza l'andatura è a malapena da Champions: 23 punti nelle altre tredici partite, ovvero una media di 1,9. Considerando solo le partite casalinghe, fanno meglio Inter, Napoli, Roma, Atalanta e Juve".