Caro Spalletti, l'RKO di Rrahmani e lo sgambetto di Lobotka non faranno la storia del calcio?

Caro Spalletti, l'RKO di Rrahmani e lo sgambetto di Lobotka non faranno la storia del calcio? MilanNews.it
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giovedì 13 aprile 2023, 12:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio

Giorni difficili per Luciano Spalletti, sebbene si appresti ormai a vincere uno Scudetto strepitoso, conquistato con enorme merito e che farà la storia del Napoli calcio e di Napoli città: un evento quasi unico, che farà esplodere di gioia il capoluogo campano dopo un'attesa estenuante durata 33 lunghissimi anni. Eppure il tecnico nativo di Certaldo, tra l'assenza di Osimhen, una situazione particolare tra tifo organizzato e De Laurentiis, e due scontri molto caldi contro il Milan in meno di dieci giorni entrambi persi, sul campo e nelle dichiarazioni, non sta vivendo un momento particolarmente sereno.

L'allenatore toscano, oltre ad essere un professionista incredibilmente preparato nelle idee calcistiche, è anche un personaggio mediatico non indifferente, uno di quelli che comunica spesso con battute ad effetto ed esce vincitore dalle interviste pre e post partite. Aver trovato un Maldini che lo ha imbruttito, passateci il termine, prima chiedendogli dei film di Rambo (qui la ricostruzione), poi fulminandolo con un "Ha già parlato tanto anche lui, forse anche troppo per i miei gusti" (qui le dichiarazioni), si è trovato in una situazione inedita. Ed ecco allora che al termine della sfida si lascia andare: "Io avrei voluto un giallo per Krunic che ha fatto un fallo peggiore di quello che ha fatto Zielinski, e Krunic non è stato ammonito e Zielinski sì. Krunic ha fatto 3-4 falli. Però sono cose italiane, dell’arbitro non ne parlo. Del gesto antisportivo che è bomba libera tutti nel calcio che ho visto stasera è una roba che farà la storia del calcio (il riferimento è al calcio di Leao alla bandierina, ndr)”. Come direbbe un noto dottore della fiction, e come ammette lui stesso, l'allenatore del Napoli è stato davvero troppo italiano.

La polemica a fine gara, soprattutto in caso di sconfitta, è abitudine nella nostra cultura calcistica, ma il rischio brutta figura è dietro l'angolo. In primis perché, ma qui a differenza di tante voci social, anche voci "professionali", Spalletti non ha battuto ciglio, la doppia ammonizione ad Anguissa non solo è sacrosanta, ma codificata. Non esiste una situazione di SPA (Stopping a Promising Attack) senza che venga estratto un cartellino giallo. È inutile pensare e dire che il centrocampista vada a cercare la palla o che l'intervento non è cattivo: avversario lanciato a rete, fallo, ammonizione automatica.

Si è scelto però di fare commedia sul metro di giudizio dell'arbitro (anche condivisibile, per carità), liquidando con superficialità due episodi avvenuti nell'area di rigore del Napoli che hanno del clamoroso. Del primo non è stato fatto cenno in tv o sui giornali, con la regia internazionale che ha mandato replay solo di "rimbalzo". Siamo nei minuti finali del primo tempo e su un calcio d'angolo battuto da Bennacer c'è Simon Kjaer che svetta di testa al centro dell'area e colpisce una traversa clamorosa. Nella concitazione dell'occasione tutti si perdono il folle intervento di Rrahmani su Krunic: il difensore del Napoli marcava il bosniaco da dietro e per evitare che potesse saltare lo atterra con una mossa più da wrestling che da calcio. Quasi una RKO di Randyortoniana memoria, ma l'esecuzione è al contrario. Sbracciate e trattenute nel cuore dell'area in occasione dei calci piazzati sono la normalità e di conseguenza non vengono puniti se non in casi particolari. Ecco, questo era un caso sicuramente particolare su cui Kovacs e VAR hanno sorvolato inspiegabilmente.

Flash forward, minuti finali del secondo tempo. Saelemaekers entra in area da destra, punta Lobotka, sposta palla sul sinistro e lo salta. Lo slovacco, nel goffo tentativo di intervenire, affonda l'intervento e mette la gamba tra le gambe dell'avversario, incrociandole e sgambettandolo. È quasi sciocco descrivere un episodio del genere in quanto già in presa diretta sembrava talmente netto da non essere meritevole di ulteriori disamine. E invece eccoci qua a farlo, chiedendoci cosa abbia visto Kovacs e soprattutto che tipo di comunicazioni abbia ricevuto dalla sala VAR durante il brevissimo check.

Poi certo, non saranno "bombe libera tutti" come l'incredibile e imperdonabile calcio di Leao alla bandierina, ma anche qui il rischio di fare la storia del calcio c'è. Sempre che Spalletti sia d'accordo, anche se lui di arbitri non parla. Forse.