Gattuso: "Milan, per fare grandi squadre bisogna spendere. Noi abbiamo vinto tanto perchè la società investiva"

Gattuso: "Milan, per fare grandi squadre bisogna spendere. Noi abbiamo vinto tanto perchè la società investiva"
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
lunedì 4 novembre 2013, 08:00Primo Piano
di Enrico Ferrazzi

Gennaro Gattuso, che ha vestito la maglia rossonera dal 1999 al 2012, è stato intervistato a "Che tempo che fa" su Rai3 e ha detto la sua anche sulla crisi che sta attraversando il Milan: "E' certo che per fare le squadre forti bisogna spendere i soldi, io ho trascorso tanti anni al Milan e abbiamo vinto tanto anche perché la società aveva speso tanto. Non dico che il Milan adesso sia scarso, ma le altre sono superiori. Ci vogliono giocatori forti, questa squadra ce li ha, ma ci sono squadre migliori". L'ex rossonero ha parlato poi anche di alcuni compagni di squadra e di avversari che ha affrontato nella sua carriera: "Cristiano Ronaldo è l'avversario che mi ha fatto più dannare. Beckham una volta si è buttato, gli ho detto che non stava in piscina e di tirarsi su. Pirlo? Lo vedete con quella faccia d'angelo ma è un figlio di buona donna, fa sempre scherzi: un giorno stavo mangiando a Milanello, ho avuto la brillante idea di lasciare il telefono sul tavolo, e lui ha inviato un sms a Braida e Galliani offrendo mia sorella col mio telefonino". Gattuso ha affrontato anche il tema del razzismo: "Mi fa sorridere quando se ne parla in Italia...

Quante volte mi hanno fatto il gesto della scimmia, mi hanno chiamato terrone. Io penso che ci sono 12-13 milioni di stranieri che vivono nel nostro Paese e ci stanno tranquillamente. Il problema è che se ti metti una sciarpa e vai in giro per la città ti chiedono i documenti, allo stadio invece fai quello che vuoi". In conclusione, Rino ha rilasciato anche alcune dichiarazioni sull'esonero da allenatore del Palermo: "Di certo se Zamparini mi richiama non torno. Mi ha cacciato perché i risultati contano e lui ha poca pazienza, ma lo ringrazio per la possibilità che mi ha dato, ho vissuto tre mesi in una bellissima città e in una bellissima piazza. La voglia di fare l'allenatore c'è, io non demordo mai".