Il diktat presidenziale: ringiovanire lo staff tecnico
Alla fine della bufera, Adriano Galliani resta, convinto, o meglio, persuaso dalle parole di Silvio Berlusconi. Ma durante la cena di Arcore, il patron rossonero ha dettato le sue condizioni: bisogna ringiovanire lo staff sportivo, proprio come aveva suggerito tra le linee la figlia Barbara. E allora al buon Galliani, come riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, non resta che separarsi, dopo 28 anni, dal suo collaboratore più stretto, uno degli artefici di tanti colpi di mercato: Ariedo Braida. L’amministratore delegato milanista ha accettato il diktat presidenziale e, a malincuore, a fine stagione dovrà sacrificare una delle figure storiche del Milan berlusconiano. Una situazione già fiutata dallo stesso Braida e dagli addetti ai lavori, tant’è vero che da qualche settimana si parla di un interesse della Sampdoria per lui.
Si apre una nuova fase, dunque, e Galliani, che ha avuto l’esplicito mandato da Silvio Berlusconi di rinnovare la sua cerchia di collaboratori, presto si metterà alla ricerca dell’erede di Braida. In queste settimane - scrive la rosea - si è fatto il nome di Daniele Pradè, attuale direttore sportivo della Fiorentina, in scadenza di contratto con il club viola, con il quale c’è feeling e stima reciproca. Ma occhio alla candidatura di Sean Sogliano, giovane e brillante ds del Verona, a cui è legato sino al 2015. Ha buoni rapporti con Galliani ed è un ottimo talent-scout. Nella riorganizzazione prevista, inoltre, ci saranno anche altre figure per potenziare la rete degli osservatori.

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