Kakà, dai dubbi iniziali allo splendore odierno: l'impatto devastante del brasiliano
In quella che è stata la campagna di rafforzamento estiva, caratterizzata da pochi esborsi e da qualche scelta non del tutto convincente, va sottolineata la straordinaria importanza del (ri)acquisto di Ricardo Kakà. Sulla tenuta fisica e atletica del brasiliano c'era più che un dubbio, analizzando il netto calo in terra madrilena, ma la scelta si è rivelata decisamente azzeccata. L'infortunio di Torino sembrava confermare gli scetticismi, ma è stato solamente un incidente di percorso: evidentemente l'ex San Paolo non era ancora prontissimo, considerando anche l'abisso prestazionale tra il Kakà dell'Olimpico e quello attuale. Il numero 22, nonostante i trentuno anni compiuti, sta trascinando il Milan in queste settimane difficili, rivestendo lo status di "fenomeno" dopo annate particolarmente complicate in Spagna.
Con la maglia del Real, salvo sporadiche impennate qualitative, Kakà non si era mai imposto in questo modo: non è un caso che, in sole undici presenze, il nativo di Brasilia abbia segnato 1/7 delle reti realizzate in quattro stagioni a Madrid. L'impatto del brasiliano è stato devastante e, da questo punto di vista, aumentano i rimpianti per tutti quei punti gettati al vento: con un pizzico d'attenzione in più, e maggior fiducia nei propri mezzi, il Milan avrebbe potuto tranquillamente concorrere per le prime tre posizioni, diventate ormai un utopico miraggio di classifica. Ora risulta essenziale mantenere i binari della continuità e, con questo Kakà, l'impresa diventa decisamente meno proibitiva.

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