Kakà: musica e geometrie
Ricardo Kakà è l’uomo del momento, il leader, il trascinatore, l’immagine del Milan che tutto il popolo rossonero vorrebbe.
Il brasiliano, arrivato tra lo scetticismo di chi lo dava per bollito, ha preso per mano il Milan in difficoltà di questa stagione, divenendo l’uomo più importante per Allegri, dimostrando di essere indispensabile. Ne aveva bisogno il diavolo, necessitava del suo carisma, della sua classe, del suo impatto su compagni ed avversari, ne aveva bisogno soprattutto la manovra rossonera.
Sì, perché a dispetto dei tanti che parlavano di acquisto legato solo all’immagine, di giocatore tatticamente superfluo, Ricardo Izecson dos Santos Leite è divenuto elemento imprescindibile e valore aggiunto anche da un punto di vista squisitamente tecnico. Sintesi dell’impatto sul gioco rossonero sono due degli ultimi gol del Milan, quello di Balotelli a Glasgow e la segnatura dello stesso brasiliano in quel di Catania.
Due azioni fotocopia, sintesi del calcio semplice e pragmatico di cui Kakà è forse il più altro interprete al mondo. Da sempre il 22 si è distinto per l’essenzialità delle sue giocate, pochi ghirigori, finte e giochetti ridotti all’osso, il pallone toccato solo quando necessario ed avversari annichiliti da colpi apparentemente semplici.
In Scozia come in Sicilia il Milan ha fatto esercizio di stile, due azioni quasi scolastiche che hanno messo in ginocchio i difensori. Pallone in avanti per Kakà, appoggio di prima indietro a Montolivo e lancio in profondità per mettere l’attaccante (nel primo caso Balotelli, nel secondo lo stesso Ricky) in porta. Una giocata da manuale, di quelle che s’insegnano ai bambini, il pallone che torna indietro facendo uscire la difesa avversaria, lancio a sfera scoperta con l’attaccante che sfrutta l’incrocio per andare in rete.
Facile a dirsi, un po’ meno a farsi, tant’è vero che ormai da tempo non si vedeva la squadra di Allegri andare in rete con giocate del genere, spesso affidandosi a manovre complicate o all’uno contro uno dei piedi buoni del reparto avanzato.
Con Kakà torna la musica in campo, tornano le geometrie, le giocate semplici ed efficaci. Riccardo Montolivo diventa catapulta perfetta, armata dal lavoro spalle alla porta dell’uomo con lo smoking bianco, si rivedono duetti di alta classe ed il diavolo inizia a scorgere la luce infondo al tunnel.

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