L'ultima rimonta doveva essere trampolino e non esempio

L'ultima rimonta doveva essere trampolino e non esempioMilanNews.it
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domenica 3 novembre 2013, 17:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Una delle ragioni di questo crollo verticale, oltre alle tante già citate e sottolineate, è insita nella straordinaria rimonta dello scorso campionato: un risultato incredibile figlio di circostanze particolari (come il crollo di alcune avversarie importanti), dall'esplosione di certi giocatori e dalla straordinaria stagione di altri. Probabilmente ci si è cullati troppo sui punti effettuati, confidando nel bis da parte di tutti, tanto che le vere lacune della squadra non sono state colmate. Fuori due elementi come Pazzini ed El Shaarawy, ceduto un uomo comunque di sostanza come Boateng, appurati il calo prestazionale di Montolivo e Balotelli, l'undici rossonero si sta trovando in balia delle onde, con il solo Kakà a sfidare la corrente come un marinaio impavido. Il terzo posto raggiunto con una cavalcata incredibile non doveva essere preso come esempio ma come trampolino, sistemando falle che già erano evidenti tanti mesi or sono, sebbene siano andate via via mascherate dai risultati e da grandi prove di collettivo.

Ora il Milan è spento, non tira mai in porta, continua a subire gol quasi senza reagire, mostrando una fragilità a tratti insolubile. Come i top club europei che, vincendo coppe e campionati, esigono rinforzi per mantenere alta la tensione e proseguire il percorso, il Milan necessitava (oltre a quelli già effettuati) di quattro acquisti mirati: un centrale, un centrocampista di sostanza e personalità e due esterni offensivi. Di certo, anche senza tali sistemazioni, si sarebbe comunque potuto fare meglio, ma le continue sconfitte hanno condotto il Milan in uno stato di sfiducia palpabile, dove ogni rete subita si trasforma in un pesantissimo macigno.