La confusione regna sovrana, Genoa snodo cruciale
Passata, non proprio tranquillamente, la terza e ultima pausa del 2013 per le Nazionali, il derelitto Milan si appresta ad accogliere il Genoa per cercare di ottenere i tre punti, vitali per dare una boccata d’ossigeno alla classifica. Alla ripresa del campionato dopo la sosta i rossoneri in questa stagione hanno ottenuto, a settembre, un sofferto 2 a 2 in rimonta e non senza qualche polemica a Torino contro il Toro. Un mese dopo un gol di Birsa ha permesso di superare l’Udinese con uno striminzito 1-0. Di certo questi 15 giorni senza giocare non hanno aiutato la squadra rossonera a rimanere concentrata sul campo e, anzi, sono stati a dir la verità contrassegnati da diversi scambi di opinione all’interno della dirigenza. Divergenze di vedute che da una parte hanno allontanato la pressione dalle spalle di Max Allegri (permettendogli forse di conservare la panchina) ma dall’altra hanno prodotto una mancanza di sicurezza nell’ambiente, che non sembra più unito come nel passato. E sappiamo bene come l’unità e il remare tutti dalla stessa parte soprattutto nei piani alti della dirigenza sia un requisito fondamentale per stringersi intorno alla squadra ed aiutarla a uscire dall’oblio dentro il quale sta annaspando, complice anche l’emergenza che il mercato estivo (inadeguato) non ha risolto. Situazione critica che appartiene anche al tecnico rossonero, Max Allegri, alla quarta e peggiore stagione sulla panchina del Diavolo. Il Mister è parso confusionario nell’abbandonare la via intrapresa l’anno scorso, con ottimi risultati di gioco ed individuali, del 4-3-3 che garantiva un approdo sicuro, per sperimentare altri sistemi di gioco con interpreti non adatti. Inoltre in più di un’occasione il Conte Max è parso rinunciatario perché si è accontentato al posto di osare, si veda Ajax e Chievo.
Un atteggiamento che al pubblico rossonero, che non pretende più la luna visto i tempi che corrono ma che chiede rispetto e coraggio di agire, non può piacere. A tutto questo ammasso di incertezze non è rimasta di certo impermeabile la squadra. I giocatori sembrano aver perso il mordente che li ha sempre contraddistinti. Quella grinta agonistica che non è mancata nemmeno all’inizio di questa stagione, ma che nelle ultime settimane è parsa venire meno. A ciò il contributo e l’apporto dei giocatori di maggior classe della squadra, Balotelli ed El Shaarawy su tutti, è drasticamente diminuito per non dire scomparso rispetto all’anno scorso. Verrebbe da dire che al di là dei cinguettii scherzosi, dell’umorismo che non sembra mai mancare all’interno dello spogliatoio, e degli ammiccamenti al mercato di gennaio il popolo rossonero si aspetta di vedere progressi e risultati, di solito i due termini procedono in simbiosi, già dall’anticipo contro il Genoa rivitalizzato dal cambio allenatore. Un cambio che, al momento, Max Allegri è sempre riuscito ad evitare. Per portare a termine il suo mandato sulla panchina dei rossoneri una scossa non è soltanto auspicabile ma a questo punto obbligatoria.

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