Milan, dal Niño a Jack, passando per il nuovo Niang. L'era dei bad boys è finita

Milan, dal Niño a Jack, passando per il nuovo Niang. L'era dei bad boys è finitaMilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/Photoviews
sabato 6 settembre 2014, 08:00Primo Piano
di Salvatore Trovato

Regole, disciplina, gruppo. Il Milan ha cambiato registro, tornando alle vecchie abitudini. Basta con i comportamenti sopra le righe e le "balotellate", l’era dei bad boys, come sottolinea stamane La Gazzetta dello Sport, è ormai alle spalle. E i nuovi acquisti, da Fernando Torres a Giacomo Bonaventura, certificano questa novità, o meglio, questo ritorno al passato, alle origini di un club che ha sempre puntato sulla professionalità dello spogliatoio. Spogliatoio che, a detta di molti protagonisti (tra i quali Ignazio Abate, che si è espresso in merito dopo Milan-Lazio), negli ultimi anni aveva smarrito certi principi fondamentali. Si cambia, dunque, su preciso diktat di Filippo Inzaghi, che non ha mai digerito certi atteggiamenti.

PRIMA L’UOMO - Sul mercato, prima delle doti tecniche, il Milan valuterà le qualità umane del giocatore, un po’ come ha fatto con Torres, sul conto del quale lo stesso Pippo non ha esitato a chiedere informazioni a José Morinho. El Niño non ha solo la faccia da bravo ragazzo, ma anche il curriculum. Giusto un paio di tatuaggi sull’avanbraccio, che non possono certo rovinarne l’immagine. Perché se è vero che l’abito non fa il monaco, è altrettanto vero che lo stile ha la sua importanza. La rosea lo definisce l’antidivo, spostando poi l’attenzione su Bonaventura, ultimo acquisto di casa Milan. Tanta emozione al momento della firma e un carattere - assicurano - impeccabile: Jack ha il profilo ideale e Adriano Galliani, dopo il naufragio della trattativa con il Parma per Jonathan Biabiany (altro professionista niente male), non ci ha pensato su due volte, chiudendo in fretta con l’Atalanta.

CRESTE OK - Via la cresta più imprevedibile, in rossonero sono rimasti Stephan El Shaarawy (l’emblema del lavoro e del sacrificio in campo) e, soprattutto, M’Baye Niang, ex ribelle. Già, proprio così... Il francese, evidenzia la Gazza, ha dato una svolta alla sua vita, mettendo da parte eccessi e bravate. Adesso è perfettamente inserito nel nuovo contesto, si batte e si sbatte sul rettangolo (così come in allenamento), rispettando le consegne fuori. Un nuovo Niang, che sembrava destinato a lasciare il Milan, ma che è riuscito a ottenere la fiducia dell’ambiente, con in testa mister Inzaghi. Come detto, dunque, a Milanello si respira un’aria nuova, molto più pulita, con i nuovi senatori rossoneri, Abbiati, Bonera, Montolivo e compagnia, a dirigere il gruppo.