Milan, stavolta tra i pali hai davvero un fenomeno: nessuno è come Maignan
Il Milan è in Semifinale di Champions League. Ci arriva dopo 16 anni dall’ultima volta, quel 2007 nel quale ha alzato la Coppa per l’ultima volta. L’avversario di allora il Liverpool, nella rivincita di Istanbul. Quest’anno il Liverpool è stato eliminato, ma chi si qualificherà per la finale andrà a contendersela in Turchia. Manco a dirlo, di nuovo a Istanbul. È presto, logicamente, per pensare alla finale, con un doppio confronto in semifinale ancora da disputarsi (e che potrebbe regalare un altro paio di euroderby). Ma sognare in grande si può e diventa peccato non farlo, soprattutto se hai in squadra giocatori fenomenali in grado di determinare da soli il destino di tutti.
È il caso di Mike Maignan, portiere che il doppio confronto con il Napoli in Champions League ha verosimilmente consacrato quale miglior portiere al mondo. Che fosse già in una ipotetica top 3 (con Courtois e Ter Stegen) era plausibile, ma in questa stagione trovare un portiere più determinante, più continuo e più affidabile del francese in forza al Milan è una missione impossibile: non c’è nessuno migliore di lui. L’unico neo stagionale per Magic Mike è stato quel maledetto infortunio al polpaccio che lo ha tenuto lontano dal campo per 6 mesi. Sei lunghissimi mesi, nei quali malelingue e ignoranti di vario livello si sono sprecati nello sciorinare teorie diffamatorie nei confronti di un fuoriclasse del ruolo, ma anche un professionista serio ed un ragazzo per bene. Magic Mike ha risposto sul campo, come sempre, dando dimostrazione di essere saggio e maturo, senza abbassarsi al livello di chi lo ha denigrato senza ragione alcuna.
Una situazione, quella di Maignan, che soltanto un paio di anni fa nessun tifoso rossonero avrebbe previsto e immaginato. Nell’aprile 2021 il Milan lottava per tornare in Champions League, la cui qualificazione avrebbe poi conseguito solo all’ultima giornata di campionato, battendo l’Atalanta. Tra i pali c’era Gigio Donnarumma, il predestinato designato a fare propria l’eredità di Rivera, Baresi e dei Maldini. Come siano andate le cose pare superfluo ricordarlo, ma la sensazione che si aveva “all’epoca” era quella di essere in una botte di ferro, almeno per quel che concerneva il portiere. Ma ecco che il tempo insegna ancora, e sempre, a chi è disposto ad ascoltare e imparare. E ci ricorda come le cose possano cambiare, ma anche come non vi sia mai limite al meglio. Mike Maignan arriva per sostituire un fenomeno e lo fa dando prova di essere ancora più fenomenale. Personalità e carisma, talento e duro lavoro. Mentalità vincente e attaccamento; un attaccamento alla maglia e una dedizione alla causa notevoli per un professionista in squadra da due anni soltanto e non cresciuto nel club (!!!) che accentuano ulteriormente il valore di un portiere pressoché perfetto. Un portiere in grado di determinare il destino di una squadra e dei suoi sogni di gloria; dalle parate a San Siro contro il Napoli, al rigore parato (che si somma ad altri innumerevoli interventi) al Diego Armando Maradona. Il Milan si riscopre grande in Europa e lo fa anche grazie ai guantoni del miglior portiere in circolazione: Mike Maignan, sopra di lui c’è solo il cielo.
di Luca Vendrame
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