Montoleader, capitano non per caso
Nei momenti difficili ci si aggrappa al Capitano. Nei momenti in cui tutto sembra destinato al naufragio deve essere il Capitano a dettare la linea per la lenta e faticosa risalita. Nei momenti dove tutto gira storto è colui che porta la fascia al braccio che deve prendere per mano i compagni e indicargli la strada. Nei momenti in cui il fondo della classifica è lì che ti aspetta è dal Capitano che deve partire la riscossa. In quei momenti è soprattutto il Capitano che ci deve mettere la faccia con l’opinione pubblica e con i tifosi. Riccardo Montolivo, dopo la rivoluzione che negli ultimi due anni si è portata via i senatori rossoneri, rappresenta con Daniele Bonera e Cristian Abbiati e Ricarco Kakà la spina dorsale della squadra, sia a livello di attaccamento ai colori e sia al livello di leadership. Per la personalità mostrata nella scorsa stagione, per l’ottimo feeling instaurato con allenatore e compagni e per il ruolo centrale che riveste nello scacchiere (ultimamente troppo disordinato) di Max Allegri ad inizio stagione la fascia di capitano è stata consegnata al centrocampista di Caravaggio.
Il Monto, aldilà delle prestazioni che sono in linea con quelle degli altri compagni, ha assunto appieno gli oneri e gli onori della fascia al braccio: dal ritiro azzurro di Coverciano si presenta ai microfoni dei cronisti, lui così schifo e riservato di carattere, e suona la ripartenza: ''Al Milan stiamo passando un momento delicato, ma lo supereremo insieme. Siamo consapevoli del momento e facciamo di tutto per uscirne''. Da vero uomo spogliatoio il 28enne azzurro si sofferma su due compagni di squadra, che per un motivo o per l’altro, si trovano sempre sotto la luce dei riflettori, Kakà e Balotelli. Il Monto affida metaforicamente la fascia di capitano al brasiliano, coprendolo di un’importante investitura: ''Kakà è un campionissimo e sta facendo molto bene, ci aiuterà a uscire dal tunnel''. L’intervento del capitano in difesa di Mario Balotelli assomiglia ad un takle di chiusura nella mischia di centrocampo: ''Il valore di Mario lo conosciamo tutti. Ha la pelle dura, sa che ci sono momenti positivi e negativi, che arrivano tanti elogi e tante critiche, non credo sia stressato''.

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