Quando i bambini fanno oh... Che meraviglia? Da San Siro allo Stadium la differenza tra chi paga e si scusa a chi giustifica...
"E' un paese l'Italia dove l'anima muore da ultrà" cantava Marco Masini in una sua nota canzone, intitolata Italia. Già, l'Italia, un paese dove succede di tutto: pensate, succede persino che in uno stadio, lo Juventus Stadium, dove si sarebbe dovuto giocare a curve chiuse (come in occasione di Milan-Sampdoria e Inter-Fiorentina, giusto per intenderci) a causa dei cori di discriminazione territoriale cantati dagli ultrà - se proprio volete chiarmarli così - bianconeri, in occasione della partita Juventus-Napoli, vi siano dei bambini nati tra il 2000 e il 2007. Anime bianche? Non proprio, forse più nere.
Ed eccoci: 01 dicembre 2013, ore 18:30, posticipo serale della 14a giornata di Serie A, lo Juventus Stadium ospita Juventus-Udinese. Dagli spalti colorati a festa bianconera, si sentono degli strani cori provenienti proprio da entrambe le curve riservate ai babyjuventini, i quali presi dal momento (?), lasciati trasportare dagli accompagnatori (?), si sono divertiti ad intonare simpatici, non proprio, "Oooh mer.." ad ogni rinivio di Željko Brkić, portiere dell'Udinese, dal primo minuto fino al triplice fischio di Calvarese.
Ora, senza fare i moralisti, ma se questa era la risposta pulita che la società torinese voleva dare e dimostrare all'Italia calcistica, se questo è il livello di sportività - che si insegna ai bambini - e se queste sono le basi per i tifosi che verranno, beh, c'è proprio da vergognarsi.
A dirla tutta, anche il Milan, lo scorso anno, in occasione di Milan-Palermo, invitò bambini di oratori e scuole calcio al primo anello verde. I babyrossoneri cantarono "Serie B! Serie B" ai giocatori rosanero, ma la società rossonera non giustificò i gesti di questi pupi - al contrario della Juventus con i coetanei bianconeri - anzi, Adriano Galliani, il giorno successivo alla partita, fece una lettera di scuse sul sito ufficiale del Milan verso Zamparini e tutto il Palermo.
Un giudizio? Esperimento fallito. Ma essere pesanti, senza essere costruttivi non serve a nulla: è palese che i comportamenti di questi bambini di 6-13 anno siano lo specchio riflesso degli abitué dei nostri stadi e sono il simbolo della nostra più assoluta deficienza per quanto concerne la cultura sportiva. Queste situazioni non si combattono e non si cambiano con squalifiche e multe. Purtroppo, c’è bisogno di ben altro, 12.000 baby-tifosi in due curve per mascherare le vergogne del nostro paese non bastano.

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