Standing ovation per Ricky

Standing ovation per RickyMilanNews.it
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
mercoledì 27 novembre 2013, 20:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

Il tributo del Celtic Park è la sintesi della prova offerta da Ricardo Kakà, sostituito nel finale ed uscito fra gli applausi dell’esigente e sempre correttissimo pubblico scozzese.
Il brasiliano era visibilmente emozionato, finalmente riabbracciato dal calore dell’applauso convinto di tutto il pubblico, per giunta rivale, dopo una prestazione degna del pallone d’oro 2007. Ha indossato nuovamente l’abito buono, lo smoking bianco naturalmente, dopo anni passati sotto le mentite spoglie del giocatore triste di Madrid, ed ha stupito tutti con lampi di genio ed il passo inarrestabile dei giorni migliori.
A 31 anni Kakà ritrova la forza, la voglia e la classe che hanno meravigliato il mondo negli anni passati in rossonero, ha trascinato il Milan in quel di Glasgow, annichilendo gli uomini di Lennon lungo tutta la gara.

La cavalcata, con palla recuperata prima del centrocampo e traghettata di forza e classe sino all’area avversaria, per depositarla nei piedi di Balotelli, ha riacceso gli animi di tutto il popolo rossonero e, più in generale, di tutti coloro i quali hanno amato quel Kakà dirompente che stupiva il mondo intero nel 2007. Un brivido caldo e dolce ha accarezzato la schiena di tutti i tifosi rossoneri, ne siamo convinti, perché in quel passo certo, in quel controllo di palla, in quella prepotenza atletica e tecnica si è rivisto un lampo del Milan che fu, quello che trascinato dal brasiliano col 22 conquistava la vetta del Mondo 6 anni orsono.
Dietro Kakà abbiamo visto rinascere anche la stella di Balotelli, finalmente volenteroso e pronto al sacrificio, determinante e voglioso di trovare la rete ed il riscatto (in occasione del gol il Balotelli degli ultimi tempi probabilmente avrebbe cercato il rigore, mentre quello di Glasgow ha voluto fortemente il tiro ed la segnatura su azione). Abbiamo rivisto un Abbiati scintillante, pronto a salvare il risultato con un paio d’interventi monstre. Abbiamo ritrovato Daniela Bonera sempre preciso, sempre calmo, a riportare serenità e normalità in una difesa che aveva bisogno di tutta la sua esperienza.
Ricardo Kakà è trascinatore, leader e speranza di questo Milan, è l’unico capace di riaccendere gli animi di tutto l’ambiente, alla sua maniera, con i suoi gol, con i suoi colpi, con la sua classe immensa. Ha detto che negli anni spagnoli si sentiva quasi in colpa, frenato com’era da problemi fisici ed ambientali, mentre adesso si sente rinato, finalmente libero di esprimere tutte le sue qualità, e si vede.

La corsa negli spazi aperti è sembrata quella dei giorni migliori, l’esultanza sfrenata, quasi infantile, ad ogni rete rossonera è quella di un ragazzino, di un calciatore che ha ancora tanta voglia di vincere e stupire, di chi è attaccato alla maglia ed ha voglia di riscatto per sé e per la squadra che ha amato più di tutte.
La standing ovation del Celtic Park è stata la consacrazione non solo di una prestazione mostruosa di Kakà, ma anche il bentornato del grande calcio europeo ad uno dei campioni più amati dell’ultimo decennio calcistico.
Il numero 22 riporta speranza nei cuori rossoneri, riporta alla mente il vero Milan, quello fatto di campioni e uomini di uno spessore unico, ci da  l’ennesima conferma della genialità di Adriano Galliani (come se ce ne fosse ancora bisogno, a dispetto di tutte le critiche), Ricardo Kakà ci regala sprazzi di diavolo.