Una separazione inevitabile

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mercoledì 30 ottobre 2013, 08:00Primo Piano
di Pietro Mazzara

Dopo un anno e mezzo, le strade di Mbaye Niang e del Milan, nel mercato di gennaio si separeranno. Non è dato sapere se momentaneamente o definitivamente ma la scelta di privarsi del giovane attaccante francese è stata presa. Ed è una situazione che è frutto della mancata maturazione dell’attaccante francese nel quale la società e lo staff tecnico hanno riposto molte speranze (e anche un grosso investimento economico vista l’età del ragazzo) ma le stesse non sono state rispettate se non per una minima percentuale. Un solo gol ufficiale con la maglia del Milan, quello del 3-0 contro la Reggina in TIM Cup, tante occasioni fallite sotto porta e un palo, quello di Barcellona, sul quale, oltre al pallone, sembra essersi fermata la sua crescita. A onor del vero, anche nelle apparizioni con la Primavera della scorsa stagione, sia in campionato che in amichevole, Niang non aveva impressionato tanto da diventare una sorta di mistero. Poi, con il passaggio al 4-3-3, Allegri aveva trovato in lui l’esterno di destra del tridente ma oltre alla corsa, il giovane Mbaye ha fatto ben poco.

Per un attaccante, esterno o centrale che sia, non riuscire a mettere il pallone in fondo al sacco è un problema. Dopo il gol con i Los Angeles Galaxy Niang esultò in maniera un po’ polemica con il gesto del silenzio ma da li in avanti non si hanno più sue tracce sensibili. Nemmeno il ritorno a casa, in quel di Caen, gli ha fatto bene e contro la sua ex squadra è risultato uno dei peggiori in campo, provocando anche la reazione molto piccata di Allegri sia durante la partita che nelle dichiarazioni post gara dove il francese non venne nominato dall’allenatore ma il riferimento alle motivazioni era stato ben indirizzato. Il prossimo mese e mezzo gli dovrà servire come lezione per poi, da gennaio, mettersi in discussione in qualche club di media classifica di Serie A e acquisire esperienza. Al Milan, con l’arrivo di Honda, non c’è più spazio per Niang.