Una suggestione e nulla più, ma in mezzo serve qualità
Non sarà metronomo, almeno per il momento. L'amichevole di Berna ci aveva consegnato un Kakà "alla Pirlo", trovatosi perfettamente a suo agio tra costruzione e smistaggio di palloni. L'ipotesi di rivederlo in quella posizione sembrava concreta, ma è stato lo stesso brasiliano ad allontanare le ipotesi, supportato dalle nette parole di Adriano Galliani: il brasiliano resterà sulla trequarti campo. Suggestioni a parte, per quella che è l'attuale convergenza stagionale, appare condivisibile il mantenimento di Kakà nella sua collocazione preferita: arretrarlo significherebbe limitarlo offensivamente, così come limiterebbe la già scarsa pericolosità rossonera in zona d'attacco.
Come ci insegna il calcio, tuttavia, la manovra non parte dalla trequarti ma molti metri più indietro: quello che, forse, è il più grande problema del Milan. Proprio la difficoltà nel dare il là ad azioni soddisfacenti, veloci e brillanti, opacizza l'intera tela rossonera, lontana dalla vivacità di un affresco. E' palese che in mediana serva un differenziale e, se non dovesse essere Kakà, bisognerà cercarlo altrove, ipotizzando cambi di modulo o inserimenti di elementi tecnici come Saponara. La rosa milanista certamente presenta difetti e falle, ma dispone anche di qualche giocatore potenzialmente utilissimo per "ritrovare" la quadratura.

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