Ciao Stefano
Certe notizie ti lasciano sempre tanta tristezza nel cuore anche quando dovresti aspettartele: sapevamo bene tutti che prima o poi Stefano Borgonovo avrebbe dovuto arrendersi ad una malattia che non lascia scampo, ma la sua voglia di vivere e la sua passione per il calcio che gli dava ancora una motivazione per reagire sembravano nascondere in modo egregio l'inevitabile. Quando muore un calciatore il primo ricordo dovrebbe riguardare le sue prodezze sul campo (e Stefano ne ha fatte tante), ma Borgonovo è stato speciale anche in questo, perchè i gol più belli li ha segnati quando aveva appeso le scarpe al chiodo già da un pezzo e quando la terribile malattia lo ha costretto a vivere imprigionato in un corpo ormai incapace di muoversi, perchè i muscoli non ricevevano più i segnali di movimento dal cervello. Stefano ha insegnato a tutti che non bisogna mollare mai e non lo ha fatto a parole, anche perchè non riusciva più a parlare, se non attraverso sintetizzatori vocali e computer, ma con i fatti, uscendo allo scoperto invece di nascondersi, scegliendo di vivere comunque invece di morire in anticipo dentro un corpo paralizzato e dando a tutti uno straordinario esempio di forza, coraggio, dignità e voglia di lottare contro un destino purtroppo già scritto. "Attaccante nato" è il titolo del libro scritto da Borgonovo quando già la malattia lo aveva colpito e Stefano ha deciso di attaccare anche la malattia, invece di chiudersi in difesa e si è dedicato con grande cuore alla battaglia contro la Sla, organizzando eventi per raccogliere fondi e aiutare la ricerca che in futuro potrebbe finalmente portare a scoprire come sconfiggere davvero la "stronza", così come la chiamava lui. Straordinarie sono le testimonianze di chi è andato a trovarlo in questi anni: tutti sottolineano come fosse lui a fare coraggio e a rincuorare i visitatori, invece che il contrario; Paolo Maldini ha confessato che la prima volta che l'ha visto a letto non riusciva a smettere di piangere, ma poi piano piano gli incontri con Stefano gli hanno trasmesso felicità, perchè il Borgo era contagioso con la sua voglia di vivere e ciò ha davvero dell'incredibile, se pensiamo alla sua situazione. E' rimasto impresso a tutti il pianto inarrestabile e inconsolabile di Ruud Gullit in quella serata del 2008 al Franchi di Firenze, in occasione dell'amichevole organizzata proprio in onore di Borgonovo, che, invece, era felice e sorridente per essere riuscito a riunire tanti amici e a tornare sotto la Curva Fiesole, per ricevere applausi e cori come nei giorni belli in cui trasformava in gol gli assist di Roberto Baggio. Questo è stato il più grande insegnamento che tutti dobbiamo mantenere vivo per ricordare al meglio Stefano Borgonovo: non piangersi mai addosso, non lasciarsi mai andare alla depressione, non mollare anche quando sembra che non ci sia rimedio, ma amare la vita e continuare a coltivare la propria passione anche se il corpo non può più assecondare il cervello.
Per un tifoso del Milan Stefano Borgonovo fa rima con Monaco di Baviera, visto che è suo il gol che nei tempi supplementari di una tiratissima semifinale di Coppa dei Campioni contro il Bayern nell'aprile del 1990 spalancò alla squadra di Arrigo Sacchi le porte della finale di Vienna, poi vinta contro il Benfica ma in cui Borgonovo non giocò. La meravigliosa palombella di Borgo-gol pose fine ad una lunghissima sofferenza, risolse un doppio confronto complicatissimo (e Stefano si era anche procurato nella partita di andata a San Siro il rigore trasformato da Van Basten nel gol vittoria) e scatenò il delirio nel popolo rossonero; sicuramente è quello il gol più famoso e importante di una carriera che gli ha dato tante soddisfazioni ma non come avrebbe meritato e che avrebbe potuto essere ancor più scintillante e prestigiosa senza tanti contrattempi, primo fra tutti l'infortunio che non gli consentì di giocare con continuità nell'unica stagione in rossonero. Il destino non è mai stato tenero nei confronti di Stefano Borgonovo, ma la sua commovente lotta contro un morbo terribile, portata avanti con coraggio e un pizzico di incredibile ironia (vista la situazione) è stata la sua vittoria più bella e indimenticabile, perchè resterà un esempio incancellabile. Si potrebbe pensare che Borgonovo sia stato battuto dalla "stronza", ma in realtà non è così, perchè Stefano ha segnato tanti gol contro questa malattia e se davvero un giorno si scoprirà un rimedio e una cura nessuno dovrà dimenticarsi di questo straordinario uomo che ci ha messo la faccia, ha fatto scoprire al mondo cosa sia la Sla e ha iniziato davvero la lotta contro questa malattia.
La vittoria contro la Sla, quindi, sarà una vittoria tua, caro Stefano anche se ora non ci sei più; il tuo ricordo vivrà per sempre nel cuore di tutti quelli che ti hanno voluto bene (e sono tanti), perchè il tuo insegnamento è stato straordinario e quando avremo la tentazione di lasciarci andare alla minima difficoltà, dovremo sempre ricordarci del tuo sorriso, della tua incredibile voglia di vivere, della tua irrefrenabile passione per il calcio, del tuo coraggio nell'affrontare un destino terribile e già segnato e imparare ad apprezzare la vita come hai fatto tu anche di fronte ad enormi problemi. Addio Stefano, grande giocatore ma soprattutto uomo meraviglioso e grazie per la splendida lezione di vita che è sicuramente il tuo gol più bello!
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