Missione compiuta!
Come per magia, dopo gli stenti di Verona, ecco rispuntare il Milan di coppa, quello che non tradisce: tre gol, PSV annientato, fase a gironi di Champions League raggiunta e 50000 tifosi in delirio a San Siro; sono magiche queste serate in cui la curva trascina i giocatori, li chiama all'impresa e la squadra risponde con una prestazione orgogliosa e positiva; non sono mancati i brividi, non sono mancati gli errori, c'è stato da soffrire, ma la doppietta di Boateng e la zampata felina di Balotelli sono le firme sul passaporto per l'Europa che conta e questo è l'importante. Allegri e i suoi ragazzi hanno completato l'opera della scorsa stagione, perchè tutti gli sforzi fatti per raggiungere all'ultimo respiro il terzo posto in campionato sarebbero stati vani se poi non fosse arrivata la qualificazione alla fase a gironi superando l'ostico turno preliminare, ora chiamato play-off; inoltre questa vittoria consente di cancellare la fatal Verona e la brutta sconfitta di sabato e di iniziare bene la nuova stagione, con rinnovato entusiasmo e grande autostima e consapevolezza dei propri mezzi che questa squadra sta assumendo e che può permettere di vivere una stagione da protagonisti, come ha chiesto la curva con un eloquente striscione in cui dice di non riconoscere un Milan che punta solo al terzo posto, perchè nel DNA della squadra più titolata del mondo deve esserci la ricerca della vittoria sempre e comunque. Avevo detto alla vigilia che il Milan di Verona era troppo brutto per essere vero e che sicuramente avremmo visto una squadra ben diversa nella sfida decisiva contro il PSV, che inevitabilmente ha condizionato testa e gambe dei giocatori al Bentegodi; è stato davvero così e il Milan ha fatto il suo dovere fino in fondo, con poche distrazioni, qualche errore, facendo correre qualche brivido al pubblico ma giocando una partita giudiziosa, efficace e ben interpretata, pur fra alti e bassi.
Allegri schiera la formazione ipotizzata alla vigilia, con De Sciglio a sinistra in difesa (terzo terzino sinistro diverso in altrettante partite), un centrocampo rivoluzionato per due terzi con l'inserimento dei muscolari Muntari e De Jong a fare da fidi scudieri a Montolivo e con Boateng schierato nel tridente accanto a Balotelli e El Shaarawy; un giusto mix di gioventù ed esperienza per la notte più importante di questo inizio di stagione, che arriva troppo presto ma in cui c'è una partita da vincere assolutamente. Il popolo rossonero ha capito che si tratta di una sfida decisiva, in cui anche l'appoggio del pubblico può fare la differenza e riempie lo stadio: più di 50000 spettatori sono una degna cornice di pubblico, considerando che siamo ancora in agosto, mentre non c'è traccia degli annunciati 5000 tifosi olandesi e il settore ospiti è pieno solo per meno della metà. Grande incitamento per la squadra fin dal momento del riscaldamento, perchè questa sera bisogna vincere insieme, bisogna ricreare quella magica simbiosi fra giocatori e tifosi che nella scorsa stagione ha permesso di superare il primo terribile periodo e di fare cose egregie, rimontando fino al terzo posto. Ora c'è da chiudere il discorso e il Milan vuole assolutamente farlo, perchè è troppo importante per motivi economici e sportivi raggiungere la fase a gironi di Champions.
L'approccio alla partita è buono: il Milan pressa e corre, anche se Allegri ha chiesto e ottenuto pazienza e giudizio, per non sbilanciarsi troppo, lasciando che siano gli olandesi a scoprirsi e lasciare invitanti spazi. La prima occasione è del PSV, con un insidioso colpo di testa di Matavz che Abbiati deve togliere dalla porta con una parata tutt'altro che facile; passano pochi secondi e arriva il gol del Milan con una rasoiata angolatissima di Boateng che non lascia scampo a Zoet e scatena il primo urlo di San Siro, che festeggia un gol importante segnato da un giocatore che si spera ritrovato dopo un lungo periodo di appannamento. Sbloccato presto il risultato, il Milan rallenta e qualcuno teme che possa ripetere l'errore di Verona e, in effetti, il PSV riesce ad alzare il baricentro e a rendersi pericoloso con un tiro di Maher destinato al sette che Abbaiti disinnesca con un'altra efficace parata. Questa volta, però, il Milan non si ferma, anzi, trascinato dal gran tifo delle curva e, in alcuni frangenti, di tutto lo stadio, prova a chiudere il più presto possibile il discorso qualificazione nella seconda metà del primo tempo, perchè un gol solo non può bastare per stare tranquilli. El Shaarawy sfiora la traversa con un tiro a giro, Montolivo ci prova con un tiro al volo da favorevole posizione che scheggia il palo e finisce sul fondo, poi tocca ancora al Faraone che riceve palla da De Sciglio e scocca un tiro violentissimo che va a sbattere sulla traversa e rimbalza sulla linea; El Shaarawy dà poi il via all'azione che porta al cross Montolivo, un pallone al bacio verso la testa di Balotelli che, però, spreca con un colpo di testa inguardabile, facendo disperare i tifosi sugli spalti. SuperMario ci riprova su punizione ma trova solo la parata del portiere avversario, poi è la volta degli olandesi a rendersi pericolosi, con un cross sbagliato di Willems che si trasforma in un insidioso pallonetto destinato sotto la traversa e che Abbiati deve deviare sulla traversa con un bel balzo felino. Il primo tempo si chiude con il Milan in vantaggio di un solo gol e i più scaltri, dopo tante occasioni sprecate e con una buona dose di sfortuna, cominciano a temere la clamorosa beffa.
I peggiori sospetti dei tifosi meno ottimisti sembrano materializzarsi in avvio di ripresa, quando il Milan si fa schiacciare a ridosso della propria area dagli intraprendenti ragazzi di Cocu e Wijnaldum si ritrova solo davanti ad Abbiati, che è bravo a rimanere in piedi fino all'ultimo e poi riesce a respingere il tiro a botta sicura. Scampato pericolo, ma il PSV domina e sembra destinato a trovare il pareggio da un momento all'altro. Invece la difesa rossonera resiste e lotta con il cuore, non disdegnando rilanci e alleggerimenti un po' a caso per allontanare pallone e conseguenti minacce e, piano piano, il Milan si riorganizza e prova ad allentare l'assedio con qualche efficace ripartenza. Il più attivo è sempre El Shaarawy, che sfiora un altro gol e poi calcia il corner che Mexes spizza di testa sui piedi di Balotelli che da due passi appoggia facilmente in rete con buona reattività. Secondo boato di San Siro e supplementari scongiurati, ma non si può stare totalmente tranquilli, perchè basterebbe un gol degli olandesi e rimettere tutto in discussione e tocca ancora ad Abbiati salire agli onori della cronaca, con un'altra parata spettacolare ed efficace sul tiro di Shaars. Allegri toglie l'applauditissimo El Shaarawy e inserisce Poli, garantendo più copertura, ma il centrocampista, che non disdegna gli inserimenti in area altrui, inizia l'azione del terzo gol, rifinita da Balotelli che consegna un invitante pallone a Boateng, che sembra perdere l'attimo giusto per concludere a rete ma poi riesce a battere Zoet con un tiro un po' strozzato ma efficace. Il terzo boato di San Siro certifica che la festa può finalmente iniziare: sugli spalti si saltella, si canta, si manda un saluto ai cugini nerazzurri che dovranno passare molti martedì, mercoledì e giovedì al cinema e la curva trova anche il tempo di dare consigli per il mercato con qualche striscione, dicendo che Matri non serve perchè le priorità sono a centrocampo e in difesa e invitando la società a mantenere le promesse e a muoversi sul mercato, perchè la qualificazione alla fase ai gironi sta arrivando e con essa circa trenta milioni di euro che possono far davvero comodo per affari last-minute. Finisce con le classiche scene di ogni vittoria importante: i giocatori corrono mano nella mano sotto la curva a ricevere l'ovazione e gli applausi e a ringraziare per il sostegno e dagli spalti arrivano applausi e cori per una bella prestazione e, soprattutto, per la vittoria netta e fondamentale per il prosieguo della stagione. L'ostacolo olandese è superato, il Milan approda alla Champions League; missione compiuta per Allegri che ci teneva a completare l'opera (meglio dire il miracolo) della scorsa stagione e ci è riuscito grazie alla buona prestazione dei suoi ragazzi, trascinati dagli elementi con più esperienza internazionale, a cominciare da Prince Boateng, che ha segnato la sua prima doppietta da quando veste la maglia rossonera ed è stato decisivo in positivo con una prestazione finalmente convincente e da Balotelli (gol facile rispetto ai suoi standard, ma prezioso per dare la mazzata decisiva agli olandesi). Il Milan è in Champions, questa volta senza se e senza ma e ora vuole continuare a crescere e migliorare, per non fare solo la comparsa nel salotto buono europeo, in cui è entrato dalla porta secondaria ma in cui vuole soggiornare il più a lungo possibile con le altre grandi del calcio continentale.
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