VOLTIAMO PAGINA...

VOLTIAMO PAGINA...MilanNews.it
mercoledì 1 luglio 2009, 15:51Vista dalla Curva
di Davide Bin

La presentazione di Kakà allo stadio Bernabeu con la maglia bianca del Real Madrid n°8 è stato l'ennesimo e ultimo pugno nello stomaco per i tifosi rossoneri: anche gli ultimi irriducibili che magari pensavano di aver fatto solo un brutto sogno un mese fa e non volevano rassegnarsi ad una così brutta realtà si sono dovuti arrendere: uno dei più forti giocatori del mondo non appartiene più al Milan, se n'è andato a Madrid e ha iniziato una nuova vita; si è dichiarato contento della nuova situazione, ha detto che l'unica destinazione alternativa al Milan era sempre stata Madrid (quindi è stato accontentato), ha consolato i tifosi rossoneri dicendo che il loro affetto è ampiamente corrisposto e ha ammesso che la sua cessione non è stata certo un'idea dell'ultim'ora da parte della società rossonera, ma era stata pianificata già da mesi per colpa della crisi economica, confermando in pratica che i tifosi del Milan sono stati presi in giro per molto tempo e, soprattutto, a gennaio, quando saltò la trattativa con il Manchester City e tutti pensarono che Ricky sarebbe rimasto a vita un giocatore del Milan, diventandone bandiera e capitano. In fondo questa vicenda è l'ennesima conferma che nel calcio moderno non esistono più le bandiere e che gli affetti e il legame fra giocatori e tifosi non sono più valori importanti: in nome dei soldi società e giocatori passano allegramente sopra i sentimenti dei tifosi, gli unici che nell'affare Kakà ci hanno rimesso davvero: il giocatore è comunque andato in una squadra che gli piaceva, quella che ha sempre considerato l'unica alternativa al Milan, la società rossonera ha ripianato il buco nel bilancio, mentre i tifosi hanno ancora il cuore che sanguina, i lucciconi agli occhi e provano ad illudersi che il completo bianco che indossava ieri Kakà al Bernabeu, fosse la divisa che il Milan utilizza sempre nelle finali di coppa, visto anche che, ironia della sorte, il produttore della maglia e lo sponsor sono gli stessi; purtroppo, però le tre righe su spalle e maniche e, soprattutto, il simbolo sul petto, dimostrano che ormai Kakà appartiene ad un'altra squadra ed è meglio farsene una ragione.

Kakà ha voltato pagina senza apparentemente soffrire troppo, facciamolo anche noi seppur con diverso stato d'animo: "i giocatori passano il Milan resta", "non importa cosa c'è scritto dietro alla maglia ma solo il simoblo che c'è davanti"; sono due semplici e banali slogan che ho citato già nei tristi giorni della cessione di Kakà e che ripropongo ora, per far capire che la vita continua, tra pochi giorni il Milan si radunerà, un'altra stagione comincerà ed è giusto che la squadra abbia accanto i suoi tifosi come sempre, perchè giocatori e allenatore non sono responsabili di quello che è successo e meritano di essere sostenuti e incitati. Sappiamo benissimo chi sono i responsabili di questa situazione e molta gente ha deciso di punirli nei loro interessi, soprattutto economici, visto che la cessione di Kakà è stata causata da motivi economici; per questo la campagna abbonamenti allo stadio prosegue molto a rilento e immagino ci siano molte disdette alle pay-tv che trasmettono le partite del Milan. Come ho sempre detto, ognuno nella vita è libero di fare ciò che vuole e non sarò certo io a dire alla gente ciò che deve o non deve fare: Berlusconi sta trascurando il Milan perchè i suoi interessi ora sono altri e anche i tifosi sono liberi di trascurare il Milan per dedicarsi ad altro, anche perchè se la società ha dovuto vendere Kakà per contrastare gli effetti delle crisi economica, anche i tifosi hanno il diritto di far quadrare i loro bilanci personali, visto che la crisi colpisce anche e soprattutto la gente normale, ma vorrei ribadire che mi sembra sbagliato penalizzare la squadra che, in fondo, non c'entra niente: sono sicuro che il cuore rossonero, quello vero, continuerà a battere in ogni tifoso anche se il cuore rossonero, nel senso di tessera del tifoso, non verrà caricato con l'abbonamento per il prossimo campionato, perchè, come dice il proverbio "al cuor non si comanda"; seppur arrabbiati, contrariati, delusi e irritati per la presa in giro che c'è stata, è stata ammessa e non può essere perdonata e dimenticata, cerchiamo di voltare pagina e di restare vicini alla squadra che si appresta ad affrontare una sfida difficile e durissima, ovvero provare a contrastare squadroni costruiti con spese ingenti, affidandosi ai giovani, ad un allenatore alla prima esperienza su una panchina e, perchè no, all'orgoglio e alla smisurata voglia di lottare e vincere di campioni come Inzaghi, Gattuso o Ambrosini (nuovo capitano) che non meritano di essere ignorati o contestati solo perchè non c'è più Kakà; prendiamocela con la società, cerchiamo di far capire ai dirigenti che ce l'abbiamo con loro, ma non penalizziamo per questo la squadra, perchè non posso e non voglio credere che di colpo a nessuno interessi più il destino del Milan solo perchè non c'è più Kakà e ci sentiamo presi in giro; il Milan siamo noi e proprio per questo dobbiamo continuare a volergli bene; addio Kakà, buona fortuna, ma la vita e il Milan continuano anche senza di te!