ESCLUSIVA MN - Antonini: "Pioli sottovalutato, ricordo la serenità che trasmetteva. Una chiamata dal Milan? Ci penserei"

15.10.2019 17:30 di Thomas Rolfi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
ESCLUSIVA MN - Antonini: "Pioli sottovalutato, ricordo la serenità che trasmetteva. Una chiamata dal Milan? Ci penserei"

Luca Antonini, dopo aver appeso le scarpette al chiodo, ora è diventato un agente sportivo e sta acquisendo sempre maggiore esperienza in questo campo. Nel suo passato da calciatore, però, non c'è stato solamente il Milan: l'ex terzino rossonero, infatti, nel lontano 2004/2005 ha indossato, tra le altre, la maglia del Modena. L'allenatore di allora era proprio Stefano Pioli, recentemente catalputato sulla panchina occupata fino a pochi giorni fa da Giampaolo. La redazione di MilanNews.it lo ha contattato per parlare del cambio alla guida tecnica del Diavolo, scoprendo che tipo di allenatore sia l'ex Fiorentina e discutendo anche sul valore di alcuni elementi della rosa attuale del Milan.

Partendo da lei, ora sta affrontando una nuova vita professionale. Se, però, dovesse ricevere una chiamata dal Milan e le proponessero un ruolo in società cosa risponderebbe?
"Detto che la vita che sto facendo ora è stimolante e mi piace moltissimo, sarebbe una proposta che terrei sicuramente in considerazione: il Milan ha fatto parte della mia vita da quando avevo 6 anni. In questi anni mi sono aggiornato e ho assistito a centinaia di partite. Per me sarebbe come tornare realmente a casa".

Parlando di Milan, cosa ne pensa del cambio in panchina dopo solamente 7 giornate?
"Forse è il momento giusto perchè in queste due settimane senza partite si può creare un qualcosa di positivo a Milanello, anche se mancano diversi nazionali. Sul fatto di attuare questa scelta, solo Maldini, Boban e la società sanno se era la soluzione giusta. Sicuramente Giampaolo ha dimostrato di essere un buon allenatore nel corso di questi anni. Evidentemente non è andato tutto per il meglio e il Milan non credeva fosse più il modo giusto per continuare".

Pioli può essere la scelta giusta, o al Milan serviva un allenatore con maggiore pedigree, alla Spalletti?
"In queste situazioni scegli un po' anche l'uomo, oltre che l'allenatore. Pioli ha fatto un buon lavoro negli ultimi anni, anche con dei giovani a disposizione, facendoli crescere. Stefano è un bravo allenatore che è stato un po' sottovalutato, ma ha sempre portato dei buoni risultati. Poi un tecnico deve avere anche un po' di fortuna, riuscendo a creare le giuste alchimie all'interno dello spogliatoio. Ha dei buoni concetti di gioco, la Fiorentina giocava bene, la Lazio ha ottenuto un terzo posto con lui alla guida. Tutti i presupposti per un buon percorso ci sono: spero che sia lui il tecnico a riportare il Milan agli standard a cui tutti noi tifosi siamo abituati. Non è facile, ci vuole del tempo e spero che lui lo abbia".

Quindici anni fa Pioli è stato un suo allenatore per sei mesi, a Modena in Serie B: quali erano le sue richieste?
"Ha sempre chiesto intensità alla squadra. Io andai via a gennaio in quella stagione, ma in quella successiva riuscì a conquistare il quinto posto e l'accesso ai playoff. All'iniziò stentò un po', ma poi la sua squadra prese forma. Il rapporto con me è sempre stato buono, c'è sempre stata grande stima reciproca".

Caratterialmente, invece, che rapporto aveva con voi calciatori?
"Ha sempre avuto un buon rapporto con noi calciatori, confrontandosi sempre con i più esperti anche nei momenti meno positivi. Ha sempre avuto un rapporto franco e sereno con il gruppo. Anche questo è un aspetto super positivo, soprattutto per un allenatore che entra in corsa".

La prima cosa che le viene in mente se le chiedo di pensare a Stefano Pioli: un aneddoto divertente, una sua frase.
"Non mi ricordo cosa ho fatto ieri, figurati 15 anni fa (ride, ndr). Mi ricordo l'aplomb che aveva e questa sua serenità in ogni situazione, questo me lo ricordo. Questo è un aspetto che ai giocatori rimane impresso e dà tranquillità. In questa situazione con tanta pressione addosso, un allenatore che trasmette serenità e che con il tempo ti dà i segnali giusti per ripartire è fondamentale. Credo che Stefano abbia questo carattere e queste caratteristiche".

Da quali calciatori del Milan si aspetta il salto di qualità?
"Partiamo dal presupposto che, quando le cose vanno male, la colpa va suddivisa tra tutte le componenti. Alla fine il risultato di quello che la società fa è la squadra e quindi, evidentemente, i calciatori non sono stati messi nelle condizioni di poter dare il massimo. Mi aspetto qualcosa in più da Paquetà: dall'anno scorso non ho visto un giocatore che ha rispettato le attese e ora, anche vista la cifra che è stata investita per lui, deve svoltare e deve essere un giocatore determinante. Le qualità per poterlo essere le ha, ma deve dimostrarlo con i fatti, quando gli verrà data l'opportunità. Leao credo che, senza grosse pressioni, può dimostrare di essere un giocatore importante e sicuramente mancano i gol di Piatek. Il polacco è un giocatore che l'anno scorso segnava anche semplicemente sfiorando il pallone, mentre quest'anno sembra non arrivare lucido davanti alla porta. Forse il modo di giocare di Giampaolo non lo favoriva. Spero vivamente, perchè voglio bene al Milan, che Pioli riesca a dargli meno responsabilità dal punto di vista di copertura, ma più palloni da buttare dentro".