Celtic-Milan 2-0 all'intervallo, i rossoneri si fanno male da soli
Prima amichevole stagionale per Ruben Amorim: per l'allenatore portoghese si prospetta un lavoro duro e impervio. Sia perché le qualità del materiale a disposizione non permette chissà quale volo pindarico, e sia perché è difficile imprimere concetti di gioco nuovi ad una squadra poco abituata a queste dinamiche.
Nell'amichevole contro il Celtic il Milan è entrato bene in campo e per i primi 10 minuti di gioco ha fatto intravedere un atteggiamento positivo: baricentro alto, scambi veloci, qualche cambio di gioco tentato e buona verticalità da parte di tutti. Poi sono venuti fuori i limiti - e non solo quelli fisici, dati dal momento del pre stagione. I centrali di difesa, in particolare i due braccetti, sono andati in estrema difficoltà nell'uscita palla al piede: da qui Pavlovic ha regalato un gol fantozziano a Duran. Poco dopo Ricci ha ripetuto la frittata, sbagliando la misura del retropassaggio per Torriani.
I due trequartisti totalmente fuori dal gioco e in difficoltà col posizionamento, mentre Comotto ha fatto vedere buona personalità e ricerca della situazione positiva. I due esterni di centrocampo dimostrano tutti i loro limiti: Athekame e Bartesaghi sono calciatori monodimensionali, tutto tranne che padroni della fascia. Non sono mai riusciti a creare superiorità numerica, né con inserimenti e né col dribbling. Kostic non pervenuto e non servito praticamente mai.

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