La commovente lettera di Messi per il papà scomparso

La commovente lettera di Messi per il papà scomparsoMilanNews.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 22:40News
di Andrea La Manna
La lettera di Messi per il papà scomparso

La commovente lettera di Leo Messi per il papà scomparso. 

"Papà, ancora non riesco a credere che te ne sia andato. Non ci casco, o meglio, non voglio cascarci. È davvero dura per me immaginare che non ti rivedrò più, che non parleremo più.

So che stavi soffrendo e che è meglio così, ma te ne sei andato troppo presto. Avevamo ancora così tanto da goderci insieme", inizia così la lunga lettera di Leo Messi al padre, scomparso nei giorni scorsi e a cui era legatissimo, non solo per questioni familiari ma anche per un rapporto professionale.

"Mi avevi chiesto così tanto di giocare l'ultimo Mondiale, e proprio nei giorni immediatamente precedenti all'inizio le tue condizioni sono peggiorate. Era la prima volta che non saresti stato presente a un torneo, ma la mamma mi aveva detto che ti saresti ripreso e che saresti stato abbastanza bene da poter viaggiare. Ti dissi che saremmo arrivati in finale così da permetterti di venire.

Ogni volta che finiva una partita aspettavo e sentivo la mancanza del tuo messaggio. È stato lì che ho capito che la situazione era davvero grave. Ciò nonostante, non ho smesso di pensare a spingermi il più avanti possibile, per guadagnare tempo e darti modo di vedere una partita. Siamo arrivati in finale e tu non sei potuto esserci.

Volevo vincerla per portartela e mostrartene una nuova. Non ci sono riuscito; le gambe non mi reggevano più. Questa volta ho cercato di andare contro il mio corpo, ma non ce l'ho fatta. Non sono mai riuscito a sentirmi davvero bene.

Quando sono arrivato pensavi che avessimo perso la finale ai rigori. Non abbiamo potuto parlare di niente di tutto ciò che era successo. Non ti sei potuto godere nulla. Non siamo stati campioni, ma non hai idea di quanto ci siamo divertiti in ogni singola partita. Ancora una volta avevi ragione tu: dovevo esserci e dovevo giocarlo.

Ti dico questo perché era l'unica cosa di cui non avevamo potuto parlare, dato che per il resto sai già tutto. Ci sentivamo ogni giorno e ci vedevamo ogni volta che mi era possibile, compatibilmente con i miei impegni.

Non so cosa farò senza di te, non so come andare avanti. Ho solo giocato a calcio e ora ho parecchi dubbi sul fatto che continuerò a farlo ancora per molto. Sei stato al mio fianco fin dall'inizio; mancava così poco alla fine. Perché non hai potuto resistere ancora quel poco per permetterci di finire insieme?

So che la tua felicità era vedere la tua famiglia stare bene, tua moglie, i tuoi figli e soprattutto — senza che gli altri lo sapessero — guardare me giocare...

È sempre stato così fin da quando ero piccolo. Mi accompagnavi a tutti gli allenamenti non appena tornavi a casa dal lavoro. A molti di questi mi portava la mamma perché tu stavi lavorando. Ovviamente non ti sei mai perso una singola partita. Quanto soffrivi a guardarmi e quanto ti divertivi, anche se non mi facevi mai troppi complimenti.

Sei stato papà, amico e procuratore. Sei sempre stato la persona di cui c'era bisogno in ogni momento e non hai mai sbagliato un colpo. Al di là di qualche rimprovero o discussione, avevi sempre ragione tu. Alla fine andava sempre a finire come dicevi tu.

Mi mancherai tantissimo, ma sarai sempre presente, specialmente nell'educazione dei miei figli, perché insegno loro e li cresco nello stesso modo in cui voi due avete fatto con me. Riposa in pace e veglia su di noi da lassù così come hai fatto quaggiù. Grazie di tutto.

Ti voglio bene, papà".