Passerini: "Ho detto ad Amorim che apprezzo molto la sua schiettezza, però la frase sul fallimento è uno scivolone"
Carlos Passerini, giornalista del Corriere della Sera, si è così espresso sul suo canale Youtube sulla comunicazione di Amorim: "Tra Cardinale e Amorim nessuno dei due è esente da colpe. Cardinale, da parte sua, ci mette la faccia e vuole essere in prima persona su tutto, ma questo fa sì che non gli si risparmino le critiche, come abbiamo sempre fatto. Secondo me, la squadra non è stata costruita come si doveva. Fa ridere che l'abbia ammesso anche Amorim adesso, dopo che aveva dato un voto 10 al mercato, ma questo è proprio uno dei problemi di comunicazione di questo allenatore. Io apprezzo moltissimo - e gliel'ho anche detto - la sua schiettezza e la sua sincerità, che contrastano molto con l'ipocrisia, con le frasi fatte e con le parole al vento tipiche della comunicazione italiana, come il 'ci pensiamo a marzo' o il 'meglio non perdere'. Amorim, come tutti i portoghesi, è molto schietto e diretto: è uno che non ama parlare se non serve o se non c'è un'utilità concreta. Il rischio, però, è che poi si finisca per commettere qualche scivolone.
Secondo me, la frase pronunciata mercoledì sera prima della partita con il Benfica - ovvero 'se devo fallire, voglio fallire a modo mio' - l'allenatore del Milan non la deve dire mai. La parola 'fallimento', un tecnico non la deve pronunciare finché il fallimento non si verifica davvero, perché altrimenti dai adito a dubbi, sospetti, ipotesi e teorie dannose.
Amorim resta dov'è, non si sposta. Gli è stata ribadita la fiducia, anche se 'confermata' non è la formula del tutto corretta, dato che non gli era mai stata tolta. C'è stato semplicemente un confronto con Cardinale e, ripeto, secondo me entrambi hanno delle responsabilità: uno nella costruzione della squadra, l'altro nella gestione tecnico-tattica. È importante che si siano parlati e che Cardinale torni adesso a Milano per un confronto di persona. Io resto comunque dell'idea che serva una figura tecnica di riferimento, una sorta di head of football o un direttore sportivo nel senso classico del termine, che nella quotidianità aiuti a gestire le dinamiche di squadra e societarie".

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