ESCLUSIVA MN - Nosotti: "Milan, la Juventus è un esame di maturità. Ottimo lavoro dello staff e di Gattuso, il suo contratto deve essere subito rinnovato"

ESCLUSIVA MN - Nosotti: "Milan, la Juventus è un esame di maturità. Ottimo lavoro dello staff e di Gattuso, il suo contratto deve essere subito rinnovato"MilanNews.it
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
giovedì 29 marzo 2018, 21:24Primo Piano
di Fabio Anelli
fonte Intervista di Fabio Anelli

La redazione di MilanNews.it ha intervistato Marco Nosotti. Con il noto giornalista di Sky Sport abbiamo analizzato il momento di forma del Milan, a due giorni dal big match dell’Allianz Stadium contro la Juventus.

Il Milan dopo la sosta riparte da Juventus e Inter, come arrivano i rossoneri a queste due partite? “Il Milan arriva in un momento di grande fiducia, nel momento in cui ha recuperato nella fase realizzativa Andrè Silva, sperando che non si sia interrotto, ed era quello che mancava. È un Milan, come dice Allegri, in cui Rino ha portato ordine, senso di appartenenza, giocate e condizione atletica. Non ho mai pensato che il mio amico Rino fosse soltanto il motivatore forte, l’uomo che anche con il linguaggio del corpo ti trascina e ti carica. Ha avuto progettualità, ha fatto un ottimo lavoro con il suo staff e il suo contratto deve essere rinnovato subito. Penso che il Milan adesso sia all’esame di maturità, un esame di maturità grosso. Da una parte c’è la Juventus, che penso sia una squadra da un punto di vista dello stare in campo, dell’occupare lo spazio, di mettere spessore fisico e di esperienza internazionale in campo è la squadra migliore. Dopo la pausa è sempre un po’ un’incognita perché tornano dalle Nazionali i giocatori, non hai lavorato insieme, anche per un lavoro di meccanismi da ritrovare. Io credo che il Milan ormai li abbia trovati, i suoi uomini li ha, ha il piano gara A ma anche quello B. E’ un Milan attento e organizzato, non credo che abbia patito più di tanto la pausa, la voglia di andare avanti c’è perché hai capito che là in alto puoi starci. E quello che prima sembrava quasi impossibile anche perché erano tanti i concorrenti, adesso in un modo o nell’altro in quattro o cinque giorni ci crede. Può capitare di tutto. Vedendo l’ultima partita della Juventus contro la Spal, quando chiudi gli spazi, quando non molli, stai attento rinunciando alle giocate la Juve la puoi fermare. Poi dopo c’è il derby, che è un surplus di motivazioni. In questi giorni hai la conferma di essere normale o essere un po’ più avanti del normale e dare corpo ai sogni. Ma, ripeto, per struttura fisica, organizzazione tattica, giocate, hanno sdoganato il Milan per la zona alta della classifica”

Quanto può dire la partita contro la Juventus delle possibilità del Milan di chiudere il campionato al quarto posto? “Contro la Juventus, oltre l’incognita pausa, c’è l’incognita che i bianconeri sono una squadra che non ti fa giocare, ha capacità di leggere i momenti della partita, scegliere quando e dove allungare, accelerare o rallentare, allargare o stringere il campo. Stare dentro a questa partita e limitare questa reazione è la maturità, è sinonimo di maturità, di essere cresciuti come squadra. In questo senso, il Milan può dirci qualcosa. Manca solo Kalinic da recuperare, gli uomini di mercato hanno raggiunto gli obiettivi. Rino ha migliorato i singoli, migliorando la squadra. Questa partita può dire se il Milan può pensare all’europea perché la squadra più europea che c’è è la Juventus”,

In quale reparto potrà essere decisa la partita a suo parere? “Non è facile perché la Juventus ha un potenziale offensivo incredibile per come gioca tra le linee con i suoi uomini, con Dybala e Douglas Costa. Lì in mezzo, io credo si possa giocare lì. In mezzo al campo e nelle mezze zone. Come gli uomini attaccheranno alle spalle i tuoi centrocampisti, come riusciranno a fermare i rifornimenti di Higuain, Dybala, Douglas Costa, come riuscirai a non farti aggredire in mezzo. Poi sugli esterni, anche se in questo momento gli esterni della Juventus non hanno ricambi. I bianconeri però sono forti in tutti i reparti. Higuain se non fa gol viene dentro a giocare, Dyabla come lavora in mezzo alle zone. Te la giochi nello sporcare le linee di passaggio, nel non farti attaccare alle spalle rimanendo compatto perché se ti vengono tra le linee ci sono gli uno contro uno dove ci sono dei signori giocatori. Douglas Costa è devastante in questo modo. Io credo che quello devi fare alla Juventus: non farla entrare tra le linee, non allungarti, non dargli campo restando compatto. Poi è prima in quasi tutte le classifiche, di squadra e dei singoli. Tuttavia, il calcio non è una scienza esatta in questo senso”

Milan e Juventus sono esempi di solidità difensiva in questo 2018, quanto ha inciso Gattuso nel ridare certezze e consapevolezza al reparto arretrato? “Questa è la prima cosa che ha fatto, ha fatto anche altre cose come il senso di appartenenza, il lavoro fisico, specialmente lavoro anaerobico e lo si vede dal lavoro che fa, e poi l’organizzazione difensiva. Che giocasse a tre io non ci credevo e infatti l’ha subito capito. La difesa a quattro è giusta, lo ha fatto tanto a Pisa che era una delle squadre perforate anche se segnava poco. Poi dipende tutto dai calciatori. Rino e Riccio sono bravi nell’organizzazione difensiva che è una delle prime cose che ha fatto, lavorando sulle coperture preventive, lavorando nell’uno contro uno e sull’organizzazione della difesa che è una delle cose che ha dato modo di conoscere. Ho visto Rino bravo, motivatore, gestore della partita, del fisico, Poi ha anche soluzioni offensive, la catena di sinistra con Calhanoglu e Bonaventura era quella che sembrava prima più leggera con dei doppioni che rientravano sempre alla stessa maniera, devo dire che è stata risolta alla grande. La fase difensiva è stata una cosa propria di Rino, l’ha fatta molto bene”.

Parlando di difesa è d’obbligo la menzione a Bonucci, quanto peserà sulla sua prestazione il ritorno allo Stadium? “Leo è un uomo dalle spalle larghe, ha capito cosa può dare e non necessariamente deve dare tutto, deve essere il capro espiatorio di questo Milan. Questo capire dove indirizzare le proprie energie, che sono tante, lo ha fatto crescere. Il ritorno a Torino influisce senz’altro, in Nazionale una delle prime domande fatte era proprio su questo. Neanche la partita che si apprestava a giocare a Wembley contro l’Inghilterra valeva quella contro la Juventus. C’è l’orgoglio, la voglia di dimostrare che era parte di un interno collaudatissimo che funzionava bene e che tolto lui ne ha patito la Juventus ma più ancora lui all’inizio, un singolo che andava in un’altra situazione con molte difficoltà. Credo che il ritorno influirà tanto ma credo che abbia le capacità per leggere e riconoscere il tipo di emozioni e sapere cosa quella partita richiederà: attenzione, esperienza, scelte in entrambe le fasi e non dimostrare chissà che cosa perché non ha niente da dimostrare. Le emozioni, la testa contano più delle gambe, sono il motivo per cui si va in campo a qualsiasi età e categoria, le metto in conto. È bello che sia così. In campo ti porti tutto e devi essere bravo non tanto a lasciarlo fuori ma a dargli la giusta collocazione, a chiamare le emozioni con il loro nome. Trasformare la rabbia in determinazione, la paura in coraggio. Basta sapere trovare un avversario, non un nemico, contro cui giocare. Leo troverà amici per cui giocare, il suo Milan, quella che è la sua nuova casa. Sarà bello per lui, ci tiene tantissimo”

 

Ha seguito da vicino la Nazionale e l’esordiente Cutrone. Contro la Juve, in attacco a chi si affiderebbe? “Per il gioco che fa il Milan, io credo che Kalinic sia il giocatore più adatto perché ha capacità di giocare lungo/corto, di fare salire la squadra e di giocare per la squadra, anche per i compagni di reparto. Non è un uomo che segna tanti gol e a me non dispiace. In questo momento, mi fa bellezza Patrick Cutrone, la sua determinazione e la sua spensieratezza, il suo darsi senza riserve che si è portato anche in Nazionale. Lui pensava che la convocazione fosse in Under 21, poi lo hanno avvisato e lui ha pensato di mettere in difficoltà Di Biagio e lui lo ha fatto esordire. Credo che non sia un fatto di giovane o non giovane, pronto o non pronto, il suo modo di giocare attaccando la porta, con la rabbia e determinazione è interessante nell’uno contro uno contro i difensori della Juventus. Non credo sia sufficiente però, serve essere anche un po’ scaltri. Con una punta sola, Kalinic può credo aiutare di più a giocare perché la partita la farà la Juventus, decidendo tempi e modi di inserimento, di accelerazione e di rallentamento della partita. Cutrone può essere una soluzione a partita in corso o con le due punte. Con due attaccanti il Milan ha una soluzione interessante a partita in corso, uno fa il lungo e uno fa il corso, si alternano. Rino sceglie, sa, vede. Poi c’è Andrè Silva. Devi scegliere con chi vuoi giocare subito, credo che tutti e tre hanno caratteristiche diverse e danno soluzioni diversi ma sono tutti all’altezza. Per fortuna non faccio io la formazione (ride n.d.r.). Credo che questa partita arrivi al momento giusto, non credo si sia assorbita e sia calata la spinta. È un momento in cui ci sono certezze, sai che sei diventato forte per solidità difensiva, per la tenuta atletica. Attenzione però alla Juve perché è una squadra che nel finale viene fuori, e sta bene. Questa è una partita in cui puoi misurarti e dare prova che quello che hai fatto fino ad adesso può avere un obiettivo nelle prime quattro. Non si risolve tutto nello Stadium perché poi c’è il derby, serve rimettersi subito in gioco. È il momento clou della stagione ma penso che Rino e i ragazzi possano viverlo con la giusta capacità di gestire le emozioni, che vanno riconosciute e trasformate, questo fa la differenza nella gestione degli uomini”.