La televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione. E tutti quanti stiamo già aspettando
Caro Milan ti scrivo, così mi distraggo un po'...
Era doveroso cominciare in questa maniera il primo approfondimento del nuovo anno - a proposito, buon 2024 a tutti i lettori! - anche perché le bellissime parole scolpite nella storia della musica italiana da Lucio Dalla sembrano riassumere perfettamente le speranze e gli obiettivi che il mondo rossonero ha portato con sé nel passaggio dal 2023 al 2024.
È ormai da mesi, anche più arretrati rispetto a quelli compresi nella stagione in corso, che si parla di un Milan in trasformazione. Un grosso cambiamento, in realtà, è già avvenuto nel giugno scorso: via Maldini e Massara per far spazio a Furlani, Moncada e D'Ottavio, ai quali si è recentemente aggiunto Ibrahimovic nelle vesti di Senior Advisor del Club; tale rivoluzione in seno alla dirigenza ha comportato una seconda trasformazione nelle file delle rosa, privata di alcuni elementi secondari e dell'anima milanista di Sandro Tonali per far posto a ben undici nuovi calciatori, la maggior parte dei quali sta ben figurando in questi primi mesi in Italia.
La trasformazione nella prima parte di 2024
A questi due grossi cambiamenti non ne é conseguito il terzo: il Milan, con Stefano Pioli in panchina, è un Milan molto simile a quello della passata stagione nel trend dei numerosissimi infortuni, dei risultati e delle prestazioni; a delle partite un po' troppo confusionarie tatticamente e scialbe tecnicamente, i rossoneri alternano qualche notte magica, a testimonianza di una qualità e di un potenziale altissimo della rosa a disposizione del tecnico emiliano. I numeri del 2023 fanno paura: solo 25 vittorie su 55 partite (meno della metà) in tutte le competizioni, record assoluto di gol subiti in un anno solare nella storia del Club rossonero (64 in 55 partite), 5 derby persi su 5 (tra cui il doppio in Champions) e nessun trofeo in bacheca.
Da più parti nelle ultime settimane, la televisione di dalliana memoria - e per 'televisione' s'intendono i media, le testate, gli addetti ai lavori, gli opinionisti, i tifosi - invoca una trasformazione del Milan da questo punto di vista: riduzione, o quantomeno contenimento, del numero degli infortunati e innalzamento del livello di gioco della squadra che conduca a risultati migliori con molta più continuità rispetto al 2023. E tutti quanti stiamo già aspettando (da un po') che ciò accada. A Milanello - questo lo si ribadisce spesso e con grande chiarezza - tutti lavorano al massimo affinché ciò accada: la trasformazione del Milan nella prima parte del 2024 è, però, una necessità, forse anche un obbligo, più che un semplice augurio.
La trasformazione nella seconda parte di 2024
Quello che avverrà da giugno in poi, quando il campionato e le coppe europee saranno terminate, non si può conoscere con certezza... La televisione di dalliana memoria - sempre lei - riferisce che la dirigenza rossonera potrebbe variare nuovamente le fondamenta del suo progetto tecnico, scegliendole con il parere incisivo e influente di Zlatan Ibrahimovic. Che si resti con le attuali basi o meno, ciò che è certo che in estate qualtre altra trasformazione potrebbe avvenire. Attenzione, però: tutto è assogettato a cosa succederà nella prima parte di 2024. È di trasformazione in trasformazione che ci si sviluppa, si cresce, si migliora.

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