Milan, Ibra fondamentale anche a mezzo servizio: nel post lockdown quasi sempre sostituito ma la squadra non ne risente

Milan, Ibra fondamentale anche a mezzo servizio: nel post lockdown quasi sempre sostituito ma la squadra non ne risenteMilanNews.it
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domenica 19 luglio 2020, 20:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio

Ritornando a qualche settimana fa uno dei maggiori pensieri del Milan man mano che si avvicinava la ripresa del campionato erano le condizioni di Zlatan Ibrahimovic. Durante il lockdown lo svedese, che si era allenato anche in Svezia con il suo Hammarby, aveva sofferto un infortunio al polpaccio: nulla di grave come si era immaginato all'inizio, ma comunque un problema serio che lo ha tenuto out per oltre un mese. Alla ripresa della Serie A infatti Zlatan era ancora fermo ai box ed è stato costretto a saltare le due partite, poi vinte, contro Lecce e Roma. Nonostante la pesante assenza i ragazzi di mister Pioli hanno dimostrato il loro valore nonostante le voci e le distrazioni dall'esterno.

LA VOGLIA DI Z - Anche a 38 anni però Zlatan Ibrahimovic, come se ce ne fosse bisogno, ha voluto dimostrare a tutti la sua voglia di giocare e la sua impressionante capacità di recupero. Il primo luglio infatti Pioli lo butta dentro nella sfida contro la SPAL (finita 2-2) e gli concede 25 minuti di gioco. Tre giorni dopo arriva il big match contro la Lazio: Ibra parte dall'inizio e in 45' minuti fornisce l'assist vincente a Calhanoglu e segna un rigore. A fine primo tempo viene sostituito da Pioli, che al termine della partita rivela di aver concordato il minutaggio con lo svedese: "Zlatan è un vincente, l'altra sera è uscito giustamente non contento. Sia la squadra sia lui potevano fare meglio, ma è motivato e sereno per finire bene questo campionato. Sicuramente l'infortunio che ha avuto poco prima della ripresa gli ha tolto un po' di condizione e non può essere sempre brillante ogni tre giorni". Attaccante ed allenatore quindi si mettono d'accordo su quanti minuti rimanere in campo: Ibra è troppo importante e perderlo per il finale di stagione sarebbe davvero troppo grave e va centellinato. Il resto poi è storia recente: con la Juventus 67 minuti giocati, 1 assist e 1 gol, 61 minuti con il Napoli e 62 con il Bologna, conditi anche da un assist. In mezzo alle ultime due sfide i 90 minuti pieni contro il Parma, unica partita in cui il gigante svedese non è stato sostituito.

UNA PRESENZA FONDAMENTALE - Da gennaio in poi, dal ritorno di Ibra in rossonero, i dati parlano per lui. Ma la grandezza di questo giocatore non può essere limitata a freddi numeri: con lui il Milan ha subito una metamorfosi sempre più riconoscibile. Da squadra impaurita e debole mentalmente a un gruppo che aggredisce l'avversario e che non si lascia scoraggiare dalle difficoltà. L'esempio lampante è arrivato con la Juventus: un girone fa sarebbe stato assolutamente impensabile una simile prestazione sotto di due gol. L'importanza di Ibra quindi non è solo tecnica, ma soprattutto mentale. Tutti i giocatori offensivi che gli girano intorno, Rebic, Leao, Hakan, Castillejo e ora anche Saelemaekers, hanno beneficiato della sua presenza: sia in termini di attenzioni che gli avversari rivolgono al numero 21, lasciando quindi più spazio agli altri, e sia parlando di tranquillità nel cercare la giocata e la voglia nel vincere tutte le partite. Ibra anche a 38 anni riesce ad essere determinante in Serie A, e nonostante qualche parola di troppo al momento dei cambi sa benissimo anche lui che il modo in cui lo sta gestendo Stefano Pioli è quello giusto: in questo modo Z. potrà dare una mano in campo fino alla fine della stagione.