Missione Europa

Missione EuropaMilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara/TuttoMercatoWeb.com
martedì 9 settembre 2014, 14:30Primo Piano
di Antonio Vitiello

Qualcuno lo dice, altri lo pensano ma lo tengono per sé, il Milan però non può prescindere dalle competizioni europee. L’attuale stagione rappresenta l’eccezione, non deve essere la regola. Il Milan vuole ripartire e tornare in Europa, possibilmente in Champions League. La missione, seppur con tanta fatica, è iniziata quest’estate con Pippo Inzaghi. Ingaggi ridotti (tranne un paio di casi) e cessioni obbligate per ripartire, lo scopo è fare presto ritorno in campo internazionale.

L’OBIETTIVO - Dopo l’esordio in campionato contro la Lazio c’è qualche scettico in meno, il Milan concentrandosi solo sulla serie A potrebbe dire la sua. La rosa non è da buttare e l’impegno spasmodico di Pippo Inzaghi potrebbe fare la differenza. Nel dna rossonero c’è l’Europa, impossibile non sentire la famosa musichetta della Champions. Il Milan è fatto per vivere quelle notti indimenticabili e non vede l’ora di tornarci. “Succede di rimanere fuori dalle coppe Europee. Abbiamo fatto 13 volte la Champions e due volte l’Europa League. È successo più volte ai nostri competitor e speriamo che a noi non succeda più”, ha spiegato ieri Galliani. L’ad sogna il ritorno nella competizione che conta di più al mondo, ma servirà una stagione super vista la concorrenza per i primi tre posti.

SENZA COPPE SI RISCHIA - Anche perché un altro anno senza i proventi della Champions imporrebbe al Milan una nuova pensate cessione. Ad agosto è partito Mario Balotelli, sacrificato per ripianare il buco creato dai mancati introiti Champions, l’anno prossimo potrebbe toccare ad un altro rossonero. Vengono in mente i nomi di De Sciglio ed El Shaarawy, giovani che dovrebbero rappresentare il futuro. Ma senza i soldi dell’Europa il club sarà costretto ad una nuova dolorosa cessione. Per questo tornare in campo internazionale è quasi un obbligo per SuperPippo e la sua banda. Le pressioni per un club come il Milan sono scontate, ma in panchina e in società c’è chi potrebbe aiutare a gestirle.