Chiamatelo Real Milan

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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
mercoledì 31 dicembre 2014, 00:20Vista dalla Curva
di Davide Bin
A Dubai i rossoneri battono con un perentorio 4-2 il Real Madrid campione del mondo; l'allievo Inzaghi supera il maestro Ancelotti, ma purtroppo è solo un'amichevole...

Il Milan chiude il 2014 con un successo prestigioso in un'amichevole di lusso: battere 4-2 il Real Madrid non è roba di tutti i giorni, soprattutto di questi tempi, ma siccome stiamo parlando pur sempre di un'amichevole, bisogna subito ridimensionare gli entusiasmi e restare con i piedi per terra. In fondo il Real Madrid aveva già la pancia abbondantemente piena per aver recentemente conquistato il Mondiale per club ed è reduce da una striscia di vittorie consecutive ancora aperta (perchè si riferisce ovviamente a partite ufficiali) giunta ormai a quota 22, ma siccome si dice sempre che vincere aiuta a vincere, sicuramente questo successo darà ancor più fiducia e autostima a una squadra che anche in campionato ha chiuso positivamente l'anno solare con la vittoria contro il Napoli e il bel pareggio di Roma.

Inzaghi può essere soddisfatto, perchè ha battuto il suo maestro ed ex allenatore Carlo Ancelotti e, soprattutto, ha visto un buon Milan, capace di sfidare a viso aperto e senza timori reverenziali il Real Madrid e di metterlo in difficoltà con un buon gioco. Menez si è divertito a sfoderare numeri e finte di alta scuola, oltre a segnare il gol che ha sbloccato il risultato; El Shaarawy ha vissuto finalmente una notte da protagonista, con una bella doppietta e il titolo di "Man of the match"; Pazzini è tornato al gol completando il poker rossonero; Bonaventura è rimasto a secco ma ha giocato bene e ha sfiorato un paio di volte il gol, quindi si può dire che l'attacco abbia funzionato a meraviglia contro una difesa del Real in realtà incompleta e un po' svagata; buone notizie anche dal centrocampo con capitan Montolivo in grande spolvero e dalla difesa, dove ha brillato il solito Mexes e nella ripresa anche Alex ha dimostrato di essere recuperato e in buona forma. Tutto bene, insomma, a partire da un risultato di per sè sorprendente rispetto a ciò che si pensava (e si temeva...) alla vigilia, ma nemmeno troppo per ciò che si è visto in campo. Ovviamente guai a lasciarsi illudere, altrimenti questa vittoria sarebbe più negativa che positiva, ma si tratta comunque di una bella soddisfazione che rappresenta la ciliegina sulla torta di un bel finale di 2014.

Il Milan torna da Dubai con un trofeo e qualche certezza in più e ora vuole ripartire nel 2015 con ancor più convinzione e voglia di far bene, ma Inzaghi sa che in campionato sarà tutta un'altra storia e che il Sassuolo, se non affrontato con la giusta concentrazione e la massima attenzione, può far male più di questo Real Madrid un po' svagato. Per il momento, però, proviamo a sognare e godiamoci questa successo in cui El Shaarawy ha surclassato Cristiano Ronaldo e in cui il n°7 che ha dato spettacolo è stato Menez e poco importa se la partita si è sbloccata per un regalo della difesa madrilena o se per una sera i Galacticos campioni del mondo si sono fatti coinvolgere dall'atmosfera del periodo festivo e non hanno giocato al loro solito livello. Abbiamo visto un Real Milan e ci piacerebbe rivederlo anche nell'anno nuovo, per ricominciare davvero a sognare e a credere che il terzo posto non sia un traguardo impossibile, ma assolutamente alla portata di una squadra capace di rifilare un amichevole poker di reti alla squadra più forte del mondo. Speriamo solo che questo prestigioso ma effimero successo non sia un'altra scusa per non operare sul mercato al grido dell'ormai tristemente nota frase "Siamo a posto così!", perchè questo Milan ha bisogno di rinforzi e l'operazione Cerci ha dimostrato che c'è la consapevolezza di dover intervenire sul mercato per rendere ancor più competitiva la squadra e non può bastare un successo in amichevole a far cambiare idea e a far pensare che il Milan sia già al livello dei più forti. Le amichevoli lasciano il tempo che trovano, soprattutto durante le feste e ben presto si tornerà alla dura realtà di tutti i giorni e il Milan deve ripartire da questo successo con immutata umiltà e con ancora tanta voglia di far bene, altrimenti, come ha detto Inzaghi, questa serata non sarà servita a nulla e la soddisfazione verrà presto dimenticata, ma siamo certi che anche nel 2015 Pippo proseguirà il suo grande lavoro che già in pochi mesi ha trasformato questo gruppo in una vera squadra, con ancora limiti e problemi ma con tanta voglia di sorprendere e con la personalità che permette di sfidare a testa alta qualunque avversario, compreso il Real Madrid stellare del vecchio e indimenticato amico Carlo Ancelotti.