Rimonta "pazzesca" all'ultimo respiro

Rimonta "pazzesca" all'ultimo respiroMilanNews.it
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lunedì 27 gennaio 2014, 01:04Vista dalla Curva
di Davide Bin
Il Milan, sotto di un gol a Cagliari fino a tre minuti dalla fine, ribalta il risultato con i gol di Balotelli e Pazzini e riesce finalmente a vincere due partite consecutive in questo campionato, ma sul piano della prestazione ancora non ci siamo...

Tutto bene quel che finisce bene: il Milan espugna il Sant'Elia stadio cantiere, ottiene la seconda vittoria consecutiva in campionato della gestione Seedorf e sale a cinque punti dal quinto posto, risollevando il morale dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia. La vittoria è arrivata in modo rocambolesco all'ultimo respiro, quando molti tifosi rossoneri erano forse già rassegnati all'ennesima deludente sconfitta di una stagione tribolata e, invece, hanno assistito a una rimonta che conferma la curiosa tendenza del Milan, che è la squadra che ha segnato di più nell'ultimo quarto d'ora delle partite e ciò dimostra che almeno i rossoneri ci provano fino alla fine e non mollano mai, cosa che, in verità, facevano anche con Allegri. Come già sottolineato dopo la brutta sconfitta di mercoledì scorso contro l'Udinese, tutto è cambiato perchè in fondo nulla cambiasse davvero, almeno fino a ora: il bel gioco è solo nelle intenzioni o, comunque, si vede solo a sprazzi; le ingenuità difensive proseguono e, infatti, il Milan ha letteralmente regalato il gol del vantaggio al Cagliari; la squadra stenta a reagire e non gioca certo con la rabbia agonistica e la determinazione che sarebbe auspicabile soprattutto quando ci si trova in svantaggio, anzi continua a ruminare calcio lento e poco efficace nel tentativo di applicare alla lettera i dettami tattici del nuovo allenatore; i problemi ci sono ancora, anche se sono di natura diversa rispetto alla precedente gestione: la squadra, infatti, fatica a interpretare il modulo molto offensivo scelto da Seedorf, perchè i quattro attaccanti rientrano poco, i due centrocampisti non possono cantare e portare la croce, cioè proteggere la difesa e costruire gioco e il reparto arretrato, ancor meno protetto di prima, è sempre traballante e tutt'altro che solido. La cosa davvero positiva sono i risultati, perchè mai il Milan aveva vinto due partite consecutive in campionato e in trasferta aveva conquistato i tre punti solo a Catania. Se non altro Seedorf è abbastanza fortunato, virtù che non guasta mai, perchè se domenica scorsa contro il Verona il rigore decisivo era stato un ingenuo regalo di Gonzalez, questa volta la punizione del pareggio è arrivata per una "follia" di Cabrera, che ha innescato la rimonta rossonera che nemmeno il più ottimista dei tifosi avrebbe ipotizzato in quel momento, perchè il Milan stentava a creare occasioni e sembrava spento e, invece, in pochissimo tempo ha ribaltato tutto, dimostrando ancora una volta che il calcio è strano, bizzarro e imprevedibile.

Seedorf schiera ancora un Milan a trazione anteriore e con qualche novità a causa delle assenze: in porta c'è Amelia al posto del febbricitante Abbiati; in difesa Rami fa coppia con Bonera al centro, con De Sciglio ed Emanuelson confermati sulle fasce; la coppia di centrocampo è quella titolare, ovvero De Jong e Montolivo e anche in avanti nessuna novità, con il trio Kakà-Robinho-Honda dietro all'unica punta Balotelli. La partita si gioca in uno stadio cantiere desolante, con solo 5000 spettatori ed è condizionata dal forte vento che modifica improvvisamente le traiettorie, soprattutto dei palloni alti. Si comincia con il brivido, perchè Bonera perde subito un pallone sanguinoso e per fortuna Cossu è poco reattivo e grazia l'incerta difesa del Milan; per il resto, però, è buono l'inizio dei rossoneri, che si applicano con grande impegno per seguire le indicazioni del loro allenatore, soprattutto in fase offensiva e creano almeno quattro occasioni da gol, che giungono al termine di azioni ben dipanate: Robinho conclude fuori di poco; Balotelli tira troppo centrale su Avramov; Honda lo imita sparando sul portiere invece di angolare il tiro e segnare e poi replica con un colpo di testa che esalta i riflessi di Avramov. Certe occasioni, però, bisogna sfruttarle e, infatti, puntuale arriva la beffa, anche se il Milan in pratica si fa gol da solo: nel tentativo di far partire ogni azione dalla difesa giocando il pallone, come vuole Seedorf, Amelia pasticcia su un retropassagio di Montolivo e rinvia sui piedi di Pinilla, che serve Sau, il quale mette a terra Bonera e lo stesso Amelia con una finta e deposita in rete. Colpito nel morale il Milan fatica a reagire, continua a giocare allo stesso modo ma con meno ritmo e velocità e non riesce più a mettere davvero in difficoltà un Cagliari che pressa, corre e riparte con grande efficacia.

Sono poche, infatti, le occasioni del Milan nella ripresa, a dimostrazione che anche in quest'occasione il flemmatico Seedorf fatica a dare la giusta carica alla squadra: Clarence alla vigilia aveva parlato di "spirito guerriero" da ritrovare e a maggior ragione ci si aspetterebbe una squadra ferocemente determinata per rimontare lo svantaggio ed evitare un'altra delusione, invece il Milan prosegue nel suo andamento lento e il Cagliari non va mai in affanno; se poi Balotelli spreca una delle poche occasioni create, sparando altissimo da favorevole posizione, è davvero notte fonda e il Milan rischia la crisi di nervi se è vero che anche il solitamente tranquillo Kakà si mette a litigare e a polemizzare con chi sta a bordo campo e rallenta la consegna del pallone. Nel frattempo Seedorf ha provato a cambiare qualcosa con le sostituzioni, togliendo il sempre impalpabile Robinho per inserire Pazzini, spostando Balotelli sull'esterno; è poi la volta di Muntari per De Jong e, nel finale, di Abate al posto di Emanuelson, con De Sciglio che si sposta a sinistra. Niente, però, riesce davvero a rivitalizzare il Milan, che in precedenza ha rischiato anche il tracollo sul tiro di Pinilla fuori di poco e, invece, quando tutto sembra perduto, arriva l'improvvisa, repentina e clamorosa rimonta: Balotelli scaraventa in rete la punizione dal limite accordata per un ingenuo fallo di mano di Cabrera e al momento dell'esultanza rivolge un gesto poco ortodosso verso i tifosi del Cagliari (con i quali c'erano storie tese già dalla scorsa stagione e che in varie occasioni lo hanno insultato), viene ammonito e dovrà saltare la prossima partita in quanto diffidato (ennesima ingenuità di un ragazzo che non ne vuol sapere di maturare...). Quando già un punto sembra manna piovuta dal cielo, il Milan ci crede, continua a spingere, conquista un calcio d'angolo e sul cross di Honda si avventa Pazzini che segna in acrobazia il gol del sorpasso, che è anche una rete importantissima a livello personale dopo tanta sfortuna. Il Cagliari è colpito e affondato, non riesce più a reagire e, così, il Milan porta a casa una vittoria importantissima che può ridare entusiasmo e quella serenità invocata da Seedorf. In questo momento servono i risultati, per provare a migliorare la classifica; per il bel gioco servirà tempo, anche se qualcosa comincia a vedersi, ma ci vorrebbe più velocità, maggior ritmo e, magari, anche un po' più di determinazione e agonismo, ma non si può avere tutto e subito. I risultati, comunque, aiutano a lavorare meglio e per questo il successo di Cagliari può essere, soprattutto a livello mentale, la svolta che si stava cercando; la prestazione complessiva non è certo stata eccezionale e lo conferma il fatto che a tre minuti dalla fine il Milan stava ancora perdendo e raramente aveva dato l'impressione di riuscire a ribaltare la situazione, ma il calcio è così e quando meno te l'aspetti tutto può cambiare in un attimo e all'improvviso può arrivare una rimonta "pazzesca" (con tanto di gol del Pazzo) all'ultimo respiro, che cambia l'umore del popolo rossonero e il destino di una partita e, perchè no, magari di un'intera stagione, compromessa ma non ancora finita.