ESCLUSIVA MN - Bonetti: "Braida e Galliani grandi dirigenti, ma il cambio generazionale non è negativo. Già alla mia epoca erano due garanzie"

ESCLUSIVA MN - Bonetti: "Braida e Galliani grandi dirigenti, ma il cambio generazionale non è negativo. Già alla mia epoca erano due garanzie"MilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
giovedì 5 dicembre 2013, 10:00ESCLUSIVE MN
di Gaetano Mocciaro

Ai microfoni di MilanNews.it Dario Bonetti, rossonero nella stagione 1986/87, ci dice la sua sul momento attuale del club.

Dario Bonetti, nelle ultime settimane si susseguono notizie di addii e rientrati allarmi. Ci riferiamo ai casi Galliani e Braida

“Difficile capire cosa succede, ma posso dire che stiamo parlando di due dirigenti tra i migliori di sempre del calcio italiano e lo testimoniano tutti i titoli vinti. Hanno costruito grandissime squadre ovviamente grazie alla società che senza il supporto il Berlusconi non sarebbe arrivata dov’è arrivata. Mi spiace pensare che possano andar via ma se ci dovesse essere un cambio non bisogna spaventarsi, considerato che i cambi generazionali ci sono sempre e non vanno visti come un male”.

Che ricordo ha di Braida e Galliani, già presenti nel 1986 quando giocava Lei?

“Sono passati tanti anni e rispetto ad allora hanno acquisito esperienza ma erano già all’epoca una garanzia e non a caso hanno fatto la storia. Professionisti che hanno dato un apporto fondamentale”.

Venendo al calcio giocato come spiega il momento difficile?

“I periodi negativi ci stanno, specie nella ricostruzione. Sono stati presi giocatori di qualità ma qualcuno è stato vittima di infortuni, senza dimenticare che anche quelli non seri condizionano, perché non riesci a giocare al 100%. Ci sono comunque giovani che stanno crescendo molto e la squadra può risalire”.

La sua esperienza al Milan è durata solo un anno, prima che si aprisse il ciclo degli invincibili

“Purtroppo in quel momento avevo vicissitudini particolari di vita privata, oltre al fatto che da giovane non avevi la lucidità necessaria per determinate scelte. Andai al Verona che si era qualificato in Coppa Uefa e avevo la possibilità di giocare titolare. Non voglio pensare a ciò che poteva essere col Milan e non è stato, inutile col senno di poi. Sono stato contento di aver indossato la maglia rossonera”.