ESCLUSIVA MN - Ghazi (Equipe): "Il Lione si è accorto in ritardo delle qualità di Kalulu. Maldini fondamentale nell'operazione"

17.06.2020 16:00 di Redazione MilanNews Twitter:    Vedi letture
Fonte: Intervista di Antonio Vitiello
ESCLUSIVA MN - Ghazi (Equipe): "Il Lione si è accorto in ritardo delle qualità di Kalulu. Maldini fondamentale nell'operazione"

Bilel Ghazi, giornalista de L'Equipe, è stato intervistato in esclusiva da MilanNews.it per parlare di Pierre Kalulu, nuovo difensore rossonero. Ghazi è stato il primo a dare la notizia dell'accordo raggiunto tra il giovane francese e il club rossonero.

Che tipo di giocatore è Kalulu? Si conosce poco delle sue caratteristiche....

"Ha iniziato come centrale, dopo è passato terzino destro. E' un giocatore che lavora molto sulla fascia, è molto tranquillo e ha grandi qualità tecniche. Se la cava molto bene in profondità ed è anche un leader, lo abbiamo visto in Youth League. Ha dimostrato di poter essere un leader di una squadra".

Come mai a vent'anni non ha ancora giocato in prima squadra?

"Il Lione non si è accorto subito delle sue qualità. Il club francese ha tre terzini destri: Dubois, Rafael e Tete. Troppi giocatori, pagati anche molto bene. Per un ragazzo delle giovanili dunque non c'era spazio, questa credo sia la prima spiegazione. Kalulu ha impiegato il suo tempo per crescere".

In Francia abbiamo letto polemiche attorno a Juninho per averlo perso...

"Aver perso Kalulu è stato un duro colpo per il Lione, ma non è solo un problema di Juninho, ma un problema generale del calcio giovanile in Francia".

Si dice che Maldini sia stato importante per strappare il si di Kalulu. Cosa ti risulta?

"Maldini è stato molto importante per la decisione del giocatore, lo ha chiamato un sacco di volte insieme a Frederic Massara, che parla bene francese, per spiegare la volontà del Milan di prenderlo e fargli firmare il primo contratto da professionista. Per un difensore parlare con Maldini, che è stato un grande della storia del calcio, è una cosa davvero importante".

di Antonio Vitiello