Bianchin: "Se i giocatori si convincono che, non solo si può fare, ma conviene farla, la rivoluzione di Amorim è a metà strada"
Luca Bianchin, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport raccontando e commentando l'azione del secondo gol del Milan contro il Lecce: "Sentite il ritmo? Gila, Chukwueze, Modric, Chukwueze, Gila, Modric, Gila, Modric, Saelemaekers, Pulisic, Rabiot, Gila, Pulisic, Rabiot, Ramos, Rabiot. Il 2-0 del Milan domenica sera è arrivato dopo 15 passaggi consecutivi, senza che il Lecce toccasse palla. Non è solo il conto, è l'estetica. Un passaggio, di Pulisic, è stato di suola ma è l'accelerazione finale che conta, quando i tre sassofonisti improvvisano: la doppia combinazione Pulisic-Rabiot e Rabiot-Ramos-Rabiot è stata uno spettacolo e San Siro ha apprezzato. Grandi applausi.
Ora, anche se è quasi autunno, è il caso di dire che una rondine non fa primavera. Un anno fa, il Milan di Allegri segnò un bel gol in ripartenza, con 16 passaggi chiusi da un tiro di Pulisic. Il resto della stagione non fu esattamente un elogio del possesso palla. Con Amorim però dovrebbe essere diverso. Il Milan con il Lecce dopo mezz'ora aveva l'80% di possesso e quell'azione contiene tanto di quello l'allenatore portoghese sta cercando di portare sul campo: conservazione del pallone, verticalità al momento giusto, inserimento di un centrocampista, giocatori che si spostano per il campo leggendo i movimenti delle difese. Se i giocatori si convincono che, non solo si può fare, ma conviene farlo, la rivoluzione portoghese è a metà strada".

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