Bianchin spiega le formazioni di Amorim: "Vuole dare minuti a tutti. Scelta sensata? Mah! Se non si crea una squadra tipo..."

Bianchin spiega le formazioni di Amorim: "Vuole dare minuti a tutti. Scelta sensata? Mah! Se non si crea una squadra tipo..."MilanNews.it
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Luca Bianchin, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport commentando le scelte di formazione di Ruben Amorim.

Luca Bianchin, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport commentando le scelte di formazione di Ruben Amorim: "Amorim ha un problema con la scelta degli undici. Martedì in conferenza stampa ha spiegato perché sta provando titolari inediti come Hutchinson e Terracciano, schierati dall’inizio ma bocciati all’intervallo: “Non è possibile affrontare una stagione con 11 o 14 giocatori – ha detto -. Per arrivare in finale, dobbiamo gestire bene le rotazioni”. La realtà è che Amorim per il prossimo mese vuole dare minuti a tutti i giocatori, in una par condicio delle opportunità. Potrà permetterselo? È una scelta sensata? Mah. Il punto è che così non si crea una squadra tipo, così nessuno prende davvero fiducia. I titolari del Milan sono piuttosto chiari nella testa di tutti (i tre difensori, Modric, Musah, Rabiot, Pulisic, forse Chukwueze) ma non giocano mai tutti insieme.

Un numero, certo, colpisce molto. Il Milan, in quattro partite di campionato e una di Europa League, non ha mai segnato nel primo tempo. Molto punitivo, per chi arriva allo stadio puntuale. Per Amorim, è arrivato banalmente il tempo di scegliere gli undici giusti. E allora domenica sera, in casa contro il Lecce, chi giocherà? Proviamo a ipotizzarlo. In difesa, Gila tornerà titolare, con Pavlovic più uno tra De Winter e Gabbia. In mezzo al campo, logico attendersi Modric, ma con chi? Ancora con Musah? Sulle fasce, sicuramente Diego Moreira e forse Chukwueze. In attacco, Pulisic e Rabiot con Gonçalo Ramos. Ah, Gonçalo gioca sempre, praticamente non riposa mai… e non è abituato. Prima o poi, per evitare rischi eccessivi, dovrà stare seduto anche lui. Più prima che poi".