Il Milan è un cantiere aperto. Repubblica: "Amorim deve trovare presto l’alchimia giusta. Va avanti con le sue idee, è cocciuto, a volte troppo"
La gara di ieri contro il Benfica ha confermato, se mai ce ne fosse bisogno, che il Milan è ancora un cantiere apeto, nel quale Ruben Amorim sta faticando non poco a far entare la sua idea di gioco nella testa dei giocatori rossoneri. Il tecnico portoghese sta facendo diversi esperimenti, ma forse ora è arrivato il momento di dare qualche certezza di più al Diavolo.
Scrive stamattina Repubblica: "Il Milan è un cantiere aperto: in campo mancano riferimenti certi, le idee sono spesso confuse. Amorim è stato avventato e coraggioso – il confine è molto sottile – nel lanciare dal 1’ diversi ragazzi, su tutti Cisse e Hutchinson. Il tecnico portoghese sta cercando l’alchimia giusta, deve sbrigarsi a trovarla. Va avanti con le sue idee, è cocciuto, a volte troppo. Ieri Modric ha guardato la partita dalla panchina, Rabiot ha giocato solo una manciata di minuti. Di più, sulla corsia destra Chukwueze ha mostrato limiti evidenti in fase difensiva: farlo giocare a tutta fascia sembra un azzardo eccessivo. Prima della partita Amorim ha ammesso che la rosa non ha 'le caratteristiche perfette' per il suo gioco: 'Se devo fallire, è meglio che lo faccia alla grande. Voglio aiutare questo club, non so se avrò il tempo necessario'".

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