Mirabelli: "Calhanoglu e Kessie, il dispiacere è che il Milan li ha persi troppo velocemente"
Massimiliano Mirabelli, Direttore Sportivo del Milan al tempo dei cinesi e oggi al Padova, è stato intervistato da Carlo Pellegatti. Nel corso della chiacchierata l'ex ds rossonero ha raccontato del suo metodo per andare a seguire e poi scegliere i calciatori.
IL METODO MIRABELLI
"Si possono sbagliare i giocatori sicuramente, ma ci deve essere un metodo. I giocatori prima di comprarli bisogna vederli, e non una sola volta. Poi si sbaglia per carità. Dati e analisi? La tecnologia va usata, è importante, ma l’occhio umano è fondamentale. Calhanoglu lo porto al Milan dopo un anno di inattività, lo seguivo al Leverkusen quando lavoravo per l’Inter. Poi incappò in quella storia del doppio tesseramento e venne squalificato. Non lo voleva più nessuno, era fuori dai radar. Non era facile in quel momento andare a prendere Calhanoglu e fargli indossare la maglia del Milan. Con tutto il rispetto non eravamo in una squadra… Non voglio fare nomi. Eravamo al Milan e non era scontato, ci voleva coraggio per fare quella scelta. E credo che oggi Calhanoglu sia uno dei centrocampisti più importanti in Europa. Il dispiacere è che sia lui che Kessie il Milan li ha persi troppo velocemente e con leggerezza. Ricordo che c’è stato un anno dove il Milan perse Calhanoglu, Kessie, Romagnoli, Donnarumma. Un patrimonio importante da dover difendere. A me è dispiaciuto tanto”.
Ti sei divertito nella trattativa per Bonucci? “Sì, ma come tutte le trattative. Un giorno forse faremo un libro, ce ne saranno di cose di raccontare. Ce ne sono state tante”.

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