Ordine su Ibrahimovic: "Deve fare una scelta definitiva: dentro o fuori"
L’estate rappresenta un passaggio determinante per il Milan, chiamato a reagire dopo un’annata che non ha rispettato le aspettative della dirigenza e della tifoseria. Le ambizioni erano superiori ai risultati ottenuti e questo ha portato il club a una profonda analisi interna.
La società è impegnata nella definizione del futuro progetto sportivo attraverso una serie di valutazioni strategiche. L’obiettivo è individuare una direzione chiara che permetta alla squadra di ritrovare continuità e competitività. Per riuscirci sarà fondamentale evitare decisioni impulsive e programmare con attenzione.
Il Milan sa di dover fornire segnali concreti dopo una stagione complicata. Le prossime settimane saranno cruciali per prendere decisioni che influenzeranno il futuro del club. La volontà è quella di costruire una squadra capace di tornare a competere per traguardi importanti. La nuova fase che la società intende avviare dovrà poggiare su basi solide e su una visione condivisa, elementi essenziali per garantire sviluppo e stabilità.
Intanto Franco Ordine, sul Corriere dello Sport, ha parlato così di Zlatan Ibrahimovic: "È diventato socio di Gerry Cardinale, proprietario del Milan e investitore del fondo RedBird ma nello stesso tempo ha continuato a intrecciare la propria presenza con le vicende calcistiche del Milan. Già in passato questo doppio ruolo gli ha procurato feroci critiche e risultati disastrosi. È vero: nella stagione precedente a quella di Allegri, quando si capì che mancava una figura di riferimento societario, lui si prestò a dare una mano alla compagnia senza avere un ruolo definito all’interno del club.
Così, presentando prima Fonseca e poi a uno a uno tutti i nuovi calciatori, si intestò indirettamente il mercato e quelle scelte che poi risultarono sciagurate. A Boban dichiarò brutalmente: « Sono il boss! » . Si scusò per la comunicazione in ritardo dell’esonero di Fonseca e passò a Conceiçao la cui sequenza al netto della Supercoppa vinta in Arabia fu micidiale: playoff di Champions persi, sfida di Europa league con la Roma persa, finale di coppa Italia col Bologna persa, ottavo posto in classifica finale!
Da quel giorno, con l’avvento di Tare e Allegri, Ibra ha provato a uscire di scena, non è mai intervenuto pubblicamente sul Milan partito col piede giusto, piazzato nei primi due posti della classifica salvo farsi vivo a gennaio durante il mercato di riparazione per consigliare Thiago Silva (Max espresse parere negativo) oppure per preannunciare l’arrivo di Mateta poi rispedito al mittente per motivi fisici (doveva farsi operare). È rispuntato dai suoi affari (a Milano ha avviato un’attività con un mega centro di padel) quando la posizione del Milan si è complicata e discutendo a cena con il tecnico è arrivato quasi alle mani. Ibra deve sapere che questo ruolo di “consigliori” è deleterio per lui e per il Milan. Deve fare una scelta definitiva: dentro o fuori"

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