Ramazzotti: "Amorim non ama le prime donne e le sfuriate plateali: meglio un faccia a faccia che un confronto davanti al gruppo"
Andrea Ramazzotti, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport sul gioco che vorrebbe vedere Ruben Amorim nel suo Milan: "Il possesso orizzontale non lo esalta (anzi...): vuole arrivare il più velocemente possibile nella metà campo avversaria usando i triangoli e le rotazioni continue per non dare punti di riferimento. Nel suo calcio fondamentali sono pure gli esterni che devono coprire tutta la fascia: non vedeteli come terzini perché li vuole capaci di inserirsi, abili a dare ampiezza e a creare la superiorità numerica. I suoi allenamenti non sono lunghissimi perché predilige i ritmi alti e l’intensità a sedute di un’ora e mezza o due con tante pause. Meglio la qualità del lavoro che la quantità. Il pallone con lui è sempre sul campo, ma attenzione a fare quello che chiede: nelle esercitazioni corregge anche il posizionamento del corpo dei giocatori e spiega i movimenti da fare. E naturalmente si aspetta che vengano recepiti".
Amorim: come lavora in spogliatoio
"Nello spogliatoio instaura rapporti forti e personali con i suoi uomini: non ama le sfuriate plateali, ma neppure le prime donne. Per lui la squadra viene prima di tutto e se un singolo ha un problema, meglio un faccia a faccia che un confronto davanti al gruppo. In questo aspetto è un fine psicologo: vuole sapere tutto dei suoi calciatori, anche fuori dal campo, per mettere i singoli nelle condizioni ideali per rendere al massimo".
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