Disastro Milan

Disastro MilanMilanNews.it
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domenica 3 novembre 2013, 01:36Vista dalla Curva
di Davide Bin
I rossoneri perdono in casa contro la Fiorentina con l'ennesima brutta prestazione: squadra molle, senza mordente, nemmeno un tiro in porta degno di tal nome e ora è davvero crisi.

E' finita con i fischi di tutto lo stadio e la dura contestazione della Curva Sud, con cori e striscioni destinati alla dirigenza e a una campagna acquisti considerata inadeguata in tempi non sospetti e ora sta arrivando la conferma dai risultati. Il Milan sprofonda a -16 dal terzo posto, ma ormai non è più nemmeno il caso di guardare così in alto; c'è da ricostruire una squadra, nel gioco e nel morale, c'è tanto da fare e da lavorare, bisogna solo pensare a far punti, il prima possibile e più numerosi possibile, senza guardare la classifica per un po', per uscire dal momento più negativo della gestione Allegri e, sicuramente, uno dei più critici dell'intera era berlusconiana.Il Milan ha combinato i soliti disastri in difesa, subendo altri due gol evitabili e, per la prima volta in questo campionato, l'attacco non ha segnato e ciò che più impressiona (in negativo) e preoccupa è che non ha nemmeno tirato in porta in modo pericoloso, proprio quando tutti si aspettavano una squadra pronta ad aggredire l'avversario per cercare quella famosa svolta che non arriva mai. Difficile trovare qualcuno da salvare in questa squadra sconsolante e sconcertante; forse il solito Kakà, encomiabile per l'impegno ma che questa volta non ha fatto vedere molto, mentre il banco degli imputati è molto affollato, a cominciare da un Balotelli irriconoscibile per quanto è nullo e indisponente e viene quasi da sperare che lo faccia apposta, perchè se questo è il suo reale stato di forma attuale c'è davvero di che preoccuparsi. Una prestazione collettiva disastrosa, un risultato umiliante, un clima attorno alla squadra che definire teso è quasi riduttivo; ormai è crisi e se proprio vogliamo trovare un barlume di speranza nel buio tunnel della depressione, si può ricordare che proprio un anno fa il Milan perse in casa alla dodicesima giornata contro la Fiorentina con due gol di scarto (1-3 il risultato) e aveva quattordici punti in classifica. Questa sconfitta è arrivata una giornata prima (undicesima) e, ammesso e non concesso che i rossoneri riescano a vincere a Verona contro il Chievo ultimo in classifica (ormai tutto è possibile, in negativo s'intende) potrebbero ritrovarsi con quindici punti dopo dodici giornate, uno in più della scorsa stagione, anche se non tutte le ciambelle riescono con il buco e ipotizzare un'altra rimonta è un esercizio di ottimismo troppo complicato e non resta che affidarsi alla teoria dei corsi e ricorsi storici per non cadere in depressione.

Allegri perde l'appena recuperato De Sciglio, perchè il ginocchio operato si è infiammato e deve riproporre Constant a sinistra, per la "gioia" dei tifosi rossoneri che lo considerano uno degli anelli deboli della squadra. Per il resto tutto confermato e il tecnico punta ancora sul tridente Birsa, Balotelli e Kakà, su un centrocampo formato da Muntari, Montolivo e De Jong e sulla stessa difesa delle ultime partite di campionato, in attesa che Mexes sconti la lunga squalifica. Serata particolare, perchè fra gli avversari c'è un vecchio amico, l'ex capitano, uno di quei giocatori che ha fatto la storia del Milan e la Curva Sud lo saluta come non ha potuto fare al termine della scorsa stagione, perchè l'addio è arrivato dopo la fine del campionato; ad Ambro viene dedicato uno striscione ("Grazie Ambro! 18 anni di gloriosa carriera, hai inciso il tuo nome nella storia rossonera, più che un saluto oggi ti dedichiamo il giusto tributo") e il coro che tante volte è salito alto nel cielo di San Siro in tutti questi anni e l'emozione dell'ex capitano è evidente anche a distanza.

Poi inizia la partita, una lunga Via Crucis che porta il Milan direttamente verso la crisi: avvio molto tattico, con la Fiorentina più veloce e organizzata e pronta a pungere e un Milan che prova a fare la partita e a rendersi pericoloso, ma fatica terribilmente a velocizzare l'azione e a verticalizzare ed è sconsolante vedere che spesso invece di avanzare la squadra arretra perfino con passaggi al portiere. Si trema quando Matos salta netto Zaccardo, s'invola verso il fondo e mette al centro un pallone pericoloso che Gabriel smanaccia via; si prova ad esaltarsi quando Zapata colpisce di testa e manda alto di poco o quando Muntari tira un sospiro verso Neto che blocca facilmente, ma è davvero troppo poco per scatenare l'entusiasmo e far crescere la speranza di vedere finalmente un Milan convinto e convincente. Balotelli e Kakà provano ad affinare la loro intesa e qualche scambio efficace si vede, ma non si va oltre un tiro ribattuto di Ricky. La situazione comincia a precipitare quando Vargas batte una punizione da quasi trenta metri, la barriera si apre come a Parma e Muntari devia involontariamente spiazzando Gabriel. Fiorentina in vantaggio al primo vero tiro in porta, a conferma che quando gira tutto storto si viene puniti anche oltre i propri demeriti e la sfortuna infierisce. Gli unici vero applausi del popolo rossonero sono per Ambrosini, che deve uscire per infortunio e riceve ancora una volta l'emozionante ed emozionato saluto del suo vecchio pubblico che non lo ha certo dimenticato. Intanto il Milan fatica a reagire, la Fiorentina controlla senza problemi e Balotelli si fa vedere solo per un paio di cadute in area con tanto di intervento dello staff medico per soccorrerlo, ma non c'è nulla per cui protestare e viene il dubbio che SuperMario abbia simulato pure l'infortunio! Il primo tempo va in archivio senza altri sussulti e i tifosi fischiano la squadra che rientra negli spogliatoi per l'intervallo; la Fiorentina è in vantaggio con il minimo sforzo e ciò che più preoccupa è appunto il fatto che non ha dovuto nemmeno impegnarsi troppo per mettere sotto i rossoneri.

Squadra immutata in avvio di ripresa e ciò sorprende un po', perchè ci si aspettava qualche mossa di Allegri per rianimare una squadra spenta e incapace di rendersi pericolosa. I rossoneri provano a spingere con un po' di orgoglio e di cuore, ma lo fanno in modo disordinato e poco concreto, ma tanto basta per far sperare i tifosi, che alzano i decibel dell'incitamento. Sale anche il nervosismo quando Aquilani non viene ammonito la seconda volta (quindi espulso) per una vistosa trattenuta su Balotelli e il Balo sfoga la sua rabbia poco dopo spintonando il portiere Neto che stava coprendo un pallone destinato sul fondo e guadagnandosi l'ennesima banale e ingenua ammonizione che lo costringerà a saltare la trasferta di Verona contro il Chievo. Insomma piove sul bagnato e intanto la Fiorentina si dimostra ben organizzata, si difende con ordine e Neto non deve compiere grandi parate. Finalmente arriva il primo cambio, con Niang che entra al posto di Birsa, ma sul piano pratico cambia poco e, anzi, il Milan comincia a giocare in modo davvero imbarazzante dopo la piccola sfuriata iniziale. La Curva Sud perde la pazienza e dopo l'ultimo coro di incitamento fa capire che si è rotta di aspettare una reazione che non arriva mai e, quindi, è giunto il momento della contestazione, che aumenta quando la Fiorentina raddoppia con Borja Valero, che da pochi passi mette in rete un pallone crossato al centro dal nuovo entrato Joaquin e smanacciato malamente da Gabriel. Cala il sipario sulla partita quando Saponara (entrato al posto di Muntari) spreca in modo inguardabile un'occasione da pochi passi con una deviazione altissima; il Milan si spegne, la contestazione si fa sempre più forte e spunta uno striscione eloquente che spiega il punto di vista della curva e fa capire chi è il vero destinatario del malumore: "28 agosto 2013: una difesa e un centrocampo da rinforzare non c’è altro a cui dovreste pensare; la vostra risposta: il tifoso non fa mercato; era palese a tutti ecco il risultato"; e poi fischi, tanti fischi, come non si sentivano da anni, perchè la pazienza e la sopportazione sono già finite. Al triplice fischio di Mazzoleni qualche giocatore, con Montolivo in testa da vero capitano, ci mette la faccia e si porta sotto la curva ben consapevole di ricevere solo fischi e la serata si chiude in modo davvero triste, perchè chi davvero ha il Milan nel cuore certe scene non le vorrebbe mai vedere, ma è chiaro che tutti questi risultati negativi, uniti ai proclami trionfalistici di inizio stagione, hanno creato molto malumore dopo tanta illusione e ora sarà davvero difficile uscire dal momento delicato, perchè questa squadra ormai è un vero disastro, arranca contro qualunque avversario, sembra decisamente inferiore a quelle squadre che dovevano essere le rivali dirette per un posto sul podio e ha esasperato anche i tifosi più irriducibili, arrendendosi senza nemmeno reagire e questo è davvero inaccettabile.