Per la svolta serve un Milan diverso almeno nello spirito
Allegri l'aveva invocata spesso nelle scorse settimane come se fosse il rimedio a tutti i mali oscuri (o forse fin troppo evidenti) del Milan e ora è giunto il momento di far vedere che aveva ragione: la sosta del campionato per gli impegni della nazionali doveva permettere di recuperare qualche infortunato, di sistemare i problemi e di ripartire più forti e convinti per tentare un'altra clamorosa rimonta in classifica, ma per il momento sembra che la situazione non sia cambiata molto. L'allenatore ha recuperato tre giocatori, anzi due e...mezzo (Birsa, Silvestre e Kakà a mezzo servizio, visto che a detta di Allegri il brasiliano ha più o meno trenta minuti nelle gambe), ma nel frattempo ha perso Mexes (quattro giornate di squalifica), De Jong (anche lui squalificato per la sfida contro l'Udinese) e, soprattutto, Balotelli, che doveva tornare disponibile dopo la squalifica, ma ha accusato un problema muscolare e salterà sicuramente la partita contro i friulani e, molto probabilmente, anche la supersfida di martedì contro il Barcellona. Rimangono per il momento indisponibili Bonera, De Sciglio e Pazzini, quindi si può tranquillamente dire che contro l'Udinese, contrariamente a quanto pensavano tutti, Allegri per primo, non vedremo un Milan molto diverso da quello delle ultime partite prima della sosta, almeno per quanto riguarda gli uomini, mentre si spera che sia molto diverso l'atteggiamento e lo spirito con cui si scende in campo e, soprattutto, il risultato. Se la sosta doveva servire per riportare un po' di serenità nell'ambiente, l'obiettivo è clamorosamente fallito, perchè si ha l'impressione che la squadra sia ancor più depressa rispetto al post Juventus-Milan: nel frattempo sono arrivate due clamorose sconfitte, il netto 0-3 di Caen e quella contro la Primavera di Pippo Inzaghi; stiamo parlando di un'amichevole e di una partitella infrasettimanale a Milanello, cioè di sfide senza punti in palio e che non dovevano far notizia, ma per una squadra fragile dal punto di vista psicologico e alla ricerca di coraggio, certezze e convinzione, si tratta di risultati devastanti dal punto di vista dell'autostima e che hanno fatto scalpore e forse anche per questo società e staff tecnico hanno deciso un ritiro anticipato di un giorno per fare gruppo, cercare le giuste motivazioni e ritrovare la determinazione per affrontare al meglio i prossimi impegni.
Le cifre di questa prima parte di campionato rossonero sono impietose: è vero che il Milan ha un punto in più rispetto a un anno fa (8 invece di 7), ma si trova già a 13 punti dalla vetta invece che a 12 (e c'era chi parlava di scudetto...) e, soprattutto, a ben 11 punti da quel terzo posto che la società considera l'obiettivo minimo stagionale per rimanere in Champions League, mentre a questo punto dello scorso campionato il distacco era di "soli" sette punti. Il dodicesimo posto in classifica con due sconfitte e due pareggi in trasferta (oltretutto acciuffati in modo raocambolesco e quasi miracoloso) non è certo da Milan, ma questo è ciò che la squadra si è meritato subendo ben 13 gol in sette partite (solo Bologna a Sassuolo hanno fatto peggio e c'era chi diceva che in difesa siamo a posto così...); non è che in attacco le cose vadano molto meglio, perchè è vero che sono state realizzate 13 reti, ma solo cinque portano la firma di attaccanti (3 Balotelli e 2 Robinho) e anche questo deve far riflettere, perchè una squadra che subisce così tanti gol avrebbe bisogno di un attacco micidiale per fare punti. Anche dal punto di vista disciplinare ci sono problemi da risolvere, visto che sono già arrivate 8 giornate di squalifica in sole 7 partite e, soprattutto, due maxisqualifiche per Balotelli e Mexes che dovrebbero essere giocatori d'esperienza e personalità e interpretare il ruolo di trascinatori del resto del gruppo, invece che essere un esempio di isteria e nervosismo. Insomma una situazione sconsolante e che va ribaltata al più presto, visto che il Milan è atteso da un altro ciclo terribile di 7 partite in 23 giorni, con avversari che si chiamano Barcellona (due volte), Lazio e Fiorentina e con la concreta possibilità di ritrovarsi, se le cose non cambieranno, fuori da quasi tutto già prima della metà di novembre.
Ora il Milan ritroverà forze fresche ma non certo giocatori che fanno la differenza, quindi non è sulla qualità che bisogna puntare, ma sulla voglia di rivalsa e sulla capacità di far gruppo e voler superare a tutti i costi le difficoltà che ci si troverà ad affrontare. La sosta tanto attesa è finita e ora bisogna fare sul serio, perchè forse è già tardi per rimontare distacchi a due cifre da squadre ben più attrezzate e competitive come Roma, Napoli e Juventus, che per il momento sembrano favorite per contendersi le tre posizioni del podio del campionato, ma una squadra come il Milan non può arrendersi già a ottobre e deve lottare con il massimo impegno per risalire, in attesa che anche a livello di mercato si pensi a rinforzarla davvero e non solo con operazioni a costo zero o prestiti. Il mercato di gennaio è già iniziato con ampio anticipo con l'arrivo di Rami e ciò dimostra che chi diceva che la difesa era a posto così e che il mercato non si fa con gli striscioni (in riferimento a "Matri, no grazie" che era apparso in Curva Sud a fine agosto), forse si è già pentito di ciò che ha detto e implicitamente sta dando ragione a chi affermava che non servivano altri giocatori offensivi (Matri o Kakà), ma qualche rinforzo in difesa e i fatti hanno dimostrato la bontà di quest'ultima tesi.
Tornando all'attualità, cioè a Milan-Udinese, ai rossoneri mancheranno due "talismani" in attacco, cioè Balotelli, auotre della doppietta nella sfida della scorsa stagione ed El Shaarawy, che ha segnato ben 3 reti in 4 partite giocate contro la squadra di Guidolin. Ci sarà, invece, Matri, che sta attraversando un momento difficile, deve ancora sbloccarsi e proverà a farlo contro una squadra alla quale ha segnato 3 volte in carriera; a centrocampo Montolivo tornerà centrale davanti alla difesa al posto dello squalificato De Jong, mentre in difesa sarà Silvestre il vice-Mexes. Ci sarà sicuramente il pubblico di San Siro, dopo la sospensione della squalifica che avrebbe previsto la disputa della partita a porte chiuse e ci sarà anche la Curva Sud, assente "forzata" nella partita contro la Sampdoria. Le polemiche seguite alla squalifica dopo i cori di Juventus-Milan non hanno certo contribuito a rasserenare l'ambiente rossonero e ora c'è molta curiosità per capire quale sarà l'atteggiamento della curva, dopo le minacce di ripetere i cori incriminati come provocazione per creare un caso, ovviamente in accordo con molte (tutte?) altre curve italiane. Si tratta di una battaglia di principio in difesa della libertà di sfottò, considerati magari di poco gusto ma ben diversi dai cori o ululati razzisti e come tale può essere condivisibile, ma è doveroso ricordare che la squadra è in un momento difficile e ha bisogno dell'aiuto di tutti, tifosi compresi, quindi sarebbe autolesionistico e poco coerente da parte di chi afferma di essere sempre al fianco della squadra e di non lasciarla mai sola, andare a cercare e trovare altri problemi con ulteriori squalifiche del settore o sanzioni addirittura peggiori; si confida nel buon senso anche da parte degli ultras per uscire da un periodo molto complicato, ma è chiaro che il compito più importante spetta ai ragazzi in campo, perchè servono vittorie e punti per risalire in classifica e tentare un'altra rimonta ardua e difficile; siamo il Milan, non dimentichiamolo mai e per questo ci vuole una reazione con cuore, grande determinazione e quella personalità che in troppe occasioni è mancata, per tornare in posizioni di classifica adeguate al blasone del club più titolato al mondo, titolo che va onorato con prestazioni e risultati assolutamente migliori.

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