Sheva cuore rossonero: "Il Milan ha rappresentato un momento stupendo della mia vita"
Andry Shevchenko, intervistato dalla Gazzetta dello Sport in visto dei 50 anni che compirà martedì, ha parlato così della sua carriera da calciatore: "Ricordo bene il giorno della prima convocazione nelle squadre giovanili della Dinamo Kiev, e quando ho giocato le prime partite in Champions contro Barcellona, Real, Bayern. Poi il passaggio al Milan e le grandi stagioni, la Champions vinta. E altri momenti eccezionali come la prima qualificazione dell’Ucraina per il Mondiale, le gare con il Chelsea e la coppa d’Inghilterra vinta, l’Europeo in Ucraina. E il Pallone d’oro: terzo ucraino a vincerlo, motivo di grande orgoglio. L’ho recuperato. È stato tanto tempo nel museo del Milan, poi l’ho portato in Ucraina. Con Blochin e Belanov abbiamo organizzato un giro intitolato: il quarto potrebbe essere tuo. Un modo per motivare le nuove generazioni in questi tempi difficili, per essere orgogliosi del passato e sapere di avere un futuro davanti.
Due immagini forti dei miei 50 anni? La mia famiglia e il lavoro di beneficenza se penso all’uomo, i tre club nei quali ho giocato e la Nazionale se penso al calciatore. Alla Dinamo Kiev sono legato per tanti motivi, il Milan ha rappresentato un momento stupendo, ma anche al Chelsea ho avuto le mie soddisfazioni. E poi c’è l’Ucraina. Con la Fondazione della Federcalcio abbiamo lanciato un progetto di solidarietà per sostenere chi ha subito amputazioni, soprattutto in questi anni di guerra".

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