Bucchioni: "Amorim ha detto la cosa peggiore di tutte. La preoccupazione è altissima"

Bucchioni: "Amorim ha detto la cosa peggiore di tutte. La preoccupazione è altissima"MilanNews.it
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Enzo Bucchioni, giornalista, si è così espresso a RadioSportiva commentando la prestazione del Milan di Amorim contro il Benfica.

Enzo Bucchioni, giornalista, si è così espresso a RadioSportiva commentando la prestazione del Milan di Amorim contro il Benfica: "Il Milan non c'è, il Milan non è squadra. E questo è talmente evidente. Bisogna fare un discorso un pochino più ampio, perché la preoccupazione è altissima per quello che sto per dire, ma non perché lo dica io, bensì per quello che sta succedendo. Il Milan ha iniziato un progetto nuovo con un allenatore completamente diverso da quello dell'anno scorso, che propone un calcio del tutto differente. Ieri Amorim ha detto una cosa che, a rifletterci, è forse la peggiore della serata: ha affermato di avere tanti giocatori che non si sono adattati al suo calcio. Questo era da mettere in conto perché, come ho appena detto, l'anno scorso c'era un altro allenatore con un altro tipo di gioco. Se prendi un tecnico che avrebbe avuto bisogno di cambiare venti giocatori, sapendo che intanto non lo puoi fare, la sensazione è che lui sia in piena confusione e che la squadra non gli vada dietro.

Questa è la cosa sulla quale riflettere, su cui la società deve ragionare. Ieri sera, un tifoso del Milan diceva giustamente che a un progetto calcistico come questo va dato tempo e che non si può, dopo un mese o un mese e mezzo, giudicare l'allenatore o pensare già di mandarlo via. Questo è un criterio semplicissimo e giusto all'interno di un'idea di calcio, in una squadra e in una società seria che programma e lavora.

Dov'è, però, che questo discorso comincia a mostrare delle crepe? Nel fatto che non vedi crescere nulla e vedi un allenatore che non ha le idee chiare. Questa è la cosa peggiore, sulla quale inizio a chiedermi se siamo sicuri di voler andare avanti in questo modo. L'allenatore che cambia la squadra nel momento della sua costruzione dovrebbe fidarsi di undici o tredici giocatori, cominciare con quelli, dare un'identità e una personalità alla squadra, per poi casomai inserire gli altri in un secondo momento. Qui, invece, siamo alla confusione più totale: formazioni sconfessate da una partita all'altra, pensate male per la gara successiva e poi cambiate durante l'intervallo. Avete visto cos'è successo contro la Lazio? Tre sostituzioni. Cos'è successo ieri sera? Due sostituzioni, con formazioni di partenza sinceramente incomprensibili".