Galli descrive Gila: "Le giocate che il tifoso può interpretare come rischiose, per lui sono frutto di una decisione naturale"
Nel corso del suo editoriale per MilanNews.it, l'ex difensore rossonero Filippo Galli ha così descritto Mario Gila, nuovo difensore del Milan: "Gila conosce il nostro campionato essendo arrivato in serie A nel 2022. Scelto da Igli Tare, allora direttore sportivo della Lazio, proveniva dal Real Madrid senza aver praticamente giocato nella Prima squadra (solo 2 presenze), ma con quasi 70 presenze nel Castilla, la seconda squadra dei Blancos. Nel suo percorso di formazione ha giocato anche a centrocampo. Se a ciò aggiungiamo le sue origini catalane e se è vero che due indizi fanno una prova, risulta facile capire come Gila, non solo sappia difendere ma dimostri grandi qualità anche nella costruzione del gioco e nelle transizioni positive, riuscendo a ribaltare velocemente la manovra con verticalizzazioni efficaci, sia attraverso la precisione del passaggio sia con la conduzione in avanti della palla".
La crescita di Gila con Sarri
"Il suo percorso nella Lazio - ha spiegato Filippo Galli descrivendo la carriera di Mario Gila - non è stato privo di difficoltà: relegato inizialmente in panchina, si è sempre allenato con dedizione e quando, a causa di un’emergenza infortuni, è stato chiamato in causa è cresciuto partita dopo partita diventando un titolare inamovibile. Una traiettoria di carriera che ha sicuramente forgiato il carattere di Mario: oggi possiamo definirlo un giocatore di personalità, un termine spesso abusato ma che su di lui calza a pennello. Come detto, è un difensore aggressivo, capace di accorciare in avanti per mettere pressione all’avversario, impedirgli di girarsi. Nella sua maturazione ha certamente influito un tecnico come Sarri: talento e metodo si sono incontrati e ciò che definiamo personalità, in questo caso, porta con sé anche una profonda conoscenza del gioco. Le giocate che il tifoso o lo spettatore può interpretare come rischiose, per Gila sono frutto di una decisione naturale. La capacità di prevedere gli sviluppi del gioco in entrambe le fasi, di possesso e di non possesso, fanno del catalano un giocatore proattivo che ha tutte le caratteristiche per soddisfare le richieste di mister Amorim. Pur non essendo un gigante (1,85) è abile nel nel gioco aereo grazie al suo tempismo, qualità che sfrutta anche in occasione dei calci piazzati difensivi e offensivi".

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