Maldini: "Non sono attaccato alla poltrona. Tengo a fare le cose per bene e a dirle chiaramente"
Dopo diversi giorni di silenzio, Paolo Maldini ha preso la parola sul suo addio alla Nazionale Italiana avvenuto in circostanze burrascose e senza neanche essersi insediato ufficialmente, nel giro di pochi giorni. Queste le sue parole al Corriere della Sera: "Sono gli altri a giudicarmi; e non si può piacere a tutti. Io tengo a fare le cose per bene. E tengo a dire le cose chiaramente. Le persone che hanno lavorato con me, i miei compagni di squadra, i colleghi di cinque anni al Milan da dirigente, mi conoscono bene. Se un uomo che cerca di far valere il proprio ruolo e di difendere le proprie mansioni è intransigente, io sono intransigente. Se una persona che si prende le proprie responsabilità, che cerca di vincere e di accettare le sconfitte è intransigente, allora io sono intransigente".
Continua Paolo Maldini con il suo punto di vista: "Però houna fortuna, che mi viene dai miei 25 anni di carriera. Non sono attaccato alla poltrona. Mi sento molto libero nelle mie scelte. Grazie a Dio non ho necessità economiche. Quello che mi porta ad accettare i ruoli è la possibilità di eseguirli, di dare il mio contributo. Mi dispiace che questa cosa sia vista come arroganza o intransigenza. Ma se vengo indicato come responsabile, mi sento in dovere di esserlo"

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