MN - Cuomo: "Con Furlani c'era divisione e disequilibrio: il Milan era una polveriera. Nella loro poca esperienza, oggi sono tutti sulla stessa onda"

MN - Cuomo: "Con Furlani c'era divisione e disequilibrio: il Milan era una polveriera. Nella loro poca esperienza, oggi sono tutti sulla stessa onda"MilanNews.it
Michael Cuomo, giornalista, ha rilasciato una intervista esclusiva a MilanNews.it da Casa Milan sulla conferenza di Amorim e Cardinale.

Michael Cuomo, giornalista di TeleLombardia, ha rilasciato una intervista esclusiva a MilanNews.it da Casa Milan al termine della conferenza di presentazione di Ruben Amorim, nuovo allenatore, e dell'intervento di Gerry Cardinale, proprietario del club rossonero. Si riporta di seguito un estratto delle sue dichiarazioni.

Il mercato sarà fatto subito?

"Non si arriverà a fine agosto come gli anni scorsi, soprattutto per i giocatori necessari al piano Amorim. Aggiunto un altro punto: l'anno scorso c'erano Allegri, Tare e Furlani. E ci dicevamo che Furlani, a livello di competenze calcistiche, fosse su un altro livello rispetto a Tare e ad Allegri. C'era già divisione e disequilibrio. In questo nuovo management, invece, li vedo tutti sulla stessa linea d'onda, perché non c'è uno che emerge. Poi io ammetto di essere legato ad una struttura più tradizionale e non sono un grande amante dello scout che parla col direttore che parla col proprietario che poi decide, ma nella loro poca esperienza, nel loro non essere top, sono tutti uniti. Sono tutti sullo stesso livello. Cosa che non c'era prima, quando il Milan era una polveriera. Oggi sono tutti sullo stesso piano, senza il gallo nel pollaio".

Le parole di Cardinale in conferenza

"Mi sono detto: “Adesso voglio guardare al meglio e concentrarmi sulla posizione del coach”. Quando vado le varie organizzazioni dei club di calcio vedo che c’è rapporto tra il coach, il proprietario, poi il management. Questo rapporto incrociato è fondamentale. Sappiamo bene che molto spesso, in tante circostanze, che succede? Si va prima dal capo, poi c’è il Direttore Sportivo, poi c’è l’allenatore sotto. E quindi abbiamo fatto qualcosa come sei mesi di meeting di lavoro condensati in un solo mese. Ho incontrato tantissime persone straordinarie da tutto l’ecosistema calcistico. Questo vuol dire fare uno sforzo e ricostruire, rafforzare, rivedere il rapporto tra tecnico, il management e la proprietà. C’è un elemento molto importante in questo processo, che è il nostro target che noi vogliamo raggiungere. Vogliamo riportare l’AC Milan al suo grande e glorioso passato. Questo è molto importante per noi, per i calciatori, per i fan, per i tifosi. Dobbiamo tutti tornare a respirare quell’aria. Giochiamo per vincere. Non è che ci mettiamo a giocare solo per non perdere. No, noi vogliamo giocare per vincere. Questo deve essere il nuovo stile del nostro calcio. Deve esserci sempre attacco, deve essere un calcio eccitante, entusiasmante, bello da guardare e da seguire. Vorrei creare qui una nuova cultura ed è tipico del mio modo di fare. Stop con il passato. Sono qui con voi adesso, sono in prima linea, sono il responsabile. Dietro, o meglio attorno a me, c’è tutto un team e ci abbiamo lavorato insieme su questi obiettivi nell’ultimo periodo per arrivare a questa posizione, per avere Amorim come pietra miliare, pietra fondativa per la nostra organizzazione".