Saviola racconta: "Amorim si faceva sentire già da calciatore, ma con buon senso. Cercava di tenere il gruppo unito"
Javier Saviola, ex calciatore, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport parlando, tra le altre cose, dell'ex compagno Ruben Amorim, oggi allenatore del Milan.
Che compagno era Rúben Amorim al Benfica?
"Rúben era uno di quelli che facevano bene a uno spogliatoio. Abbiamo vinto il campionato portoghese con la squadra di Jorge Jesus, un gruppo che aveva una grande sintonia dentro e fuori dal campo. Amorim era fondamentale: giocava con continuità, ma soprattutto era sempre disponibile con i compagni e cercava di tenere unito il gruppo. Parlava spesso di tattica e tecnica. Sinceramente, non avrei mai immaginato che sarebbe diventato l’allenatore che conosciamo oggi. All’epoca per me era semplicemente Rúben, il mio compagno di squadra".
Aveva carattere?
"Diciamo che si faceva sentire, sì (ride, ndr.). Voleva sempre il meglio dai compagni e dal gruppo e cercava di sostenere la squadra in ogni situazione, sia quando giocava sia quando non toccava a lui scendere in campo. Questa, secondo me, era la sua più grande virtù: la professionalità e il buon senso nei confronti della squadra. Ci sono giocatori che si fanno vedere soprattutto quando giocano, mentre Rúben cercava sempre di aiutare. Era un ragazzo di grande carattere, personalità e professionalità. E questa mentalità si vedeva già allora".

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